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Stefano Tacconi, con il suo abituale tono schietto e senza peli sulla lingua, parla del momento della Juventus a Calciomercato.com. Nel mirino del grande ex portiere bianconero (alla Juve fra il 1983 e il 1992, con due Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa Uefa, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea nel palmares) ci sono in particolare la 'Juve europea', Buffon, Del Piero e il mercato dei campioni d'Italia. 

In Champions, per la Juve, tre pareggi in tre gare e una qualificazione agli ottavi che si fa problematica. Che differenza c'è con la squadra che in Serie A domina la scena?
"C'è che il campionato italiano è molto più tranquillo di altri campionati. La Serie A è più facile di altri campionati e, ovviamente, anche della Champions. La Juve ha appena iniziato il suo ciclo, ha vinto in Italia e continuerà a vincere. Ma in Champions ci torna dopo tre anni e per pensare di vincerla ci vorranno ancora due o tre anni".
 
Tornando all'ultimo match europeo, con il Nordsjaelland, da ex portiere come valuta il gol preso da Gianluigi Buffon su punizione?
"E' stato molto bravo Beckmann, a metterla nell'angolino superando la barriera. Poi forse Gigi è partito con un attimo di ritardo...".
 
Da un grande bianconero come Buffon a un altro, ormai ex. Come ha vissuto, da ex calciatore e da tifoso bianconero, l'addio ad Alessandro Del Piero?
"Penso che a una certa età sia giusto così. E' il destino, sono i cicli del calcio. E' successo anche a me, a Cabrini, a Platini, a tutti quelli che hanno dato (e ricevuto) tanto per anni".
 
Sempre da tifoso, che impressione le hanno fatto le dichiarazioni di Fabio Quagliarella (poi rettificate) su Zeman?
"Io ne ho dette tante di cazzate... Una volta dissi che mi mancava Zoff e l'Avvocato Agnelli commentò: 'Anche a noi...'".
 
Passiamo al mercato, soprattutto in chiave Champions. Lei ha detto che per una Juve competitiva in Europa serviranno due o tre anni. Con quali acquisti?
"Nomi ce ne sono tanti. Quel che conta è che ogni anno arrivino uno o due grandi giocatori, di livello europeo. Ormai la base c'è, ed è buona, ma per il definitivo salto di qualità serve l'innesto di uno-due campioni ogni anno per due o tre anni".
 
Concludiamo guardando all'immediato futuro. Come vede la sfida di domenica a Catania?
"In Italia la Juve non ha rivali. E' un campionato talmente mediocre... Dobbiamo avere paura del Catania?".