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Milan-Napoli sarà anche la sfida a distanza tra due allenatori che interpretano il calcio in modo differente come Massimiliano Allegri e Rafa Benitez, che proveranno con le loro strategie a portare a casa l'attesissimo big match della quarta giornata di Serie A. Per provare a scoprire le loro mosse tattiche, ci siamo rivolti a un tecnico come Alberigo Evani, attuale selezionatore dell'Italia Under 20 nonché ex calciatore rossonero.

Mister, Milan e Napoli arrivano da vittorie molto diverse, per come sono state conseguite, in Champions League. La formazione di Benitez sta davvero così meglio?

“In campionato, gli azzurri sono partiti molto forte, anche se va considerata la qualità non eccelsa degli avversari incontrati. Diverso è il discorso in coppa, dove la squadra di Benitez ha giocato un'ottima partita, a differenza di quella molto sofferta dei rossoneri. L'errore che il Napoli non dovrà commettere è quello di sottovalutare gli uomini di Allegri, che hanno elementi come Balotelli in grado di risolvere da soli la sfida”.

Visto il distacco già ampio del Milan nei confronti del Napoli e la necessità dei partenopei di confermarsi ad alti livelli dopo la vittoria sul Borussia Dortmund, chi rischia di più?

“Sarà una verifica per entrambe. Il Milan ha bisogno di morale e, in caso di sconfitta, rischia di perdere molte delle sue certezze. Il Napoli ha bisogno di dare continuità agli ultimi risultati per confermarsi nel ruolo di anti-Juve”.

Quali sono, secondo Lei, i punti di forza e quelli più vulnerabili della due squadre?

“Il Napoli è indubbiamente più squadra oggi, i rossoneri hanno cambiato molto e ha bisogno ancora di tempo per rifinire alcuni meccanismi. Questo non significa che il Milan parta battuto, perchè gioca a San Siro e la spinta del pubblico sarà importante”.

Quali possono essere i giocatori determinanti, da una parte e dall'altra?

“Certamente Balotelli e Higuain, ma aggiungerei anche Hamsik, che può fare molto male con i suoi inserimenti”.

Il Milan ha cambiato sistema di gioco, passando al modulo col trequartista. Le assenze contemporanee di Kakà e Montolivo suggerirebbero un'ulteriore variazione o Lei insisterebbe con questo schema?

“4-3-1-2 o 4-3-3 sono i moduli che Allegri conosce meglio e non vedrei la ragione di apportare ulteriori modifiche per una partita così delicata. In entrambi i casi, può diventare prezioso un giocatore come Robinho che, se sta bene ed è motivato, può essere l'arma in più dei rossoneri”.

Chiudiamo col Napoli. La grande partenza in questa stagione è frutto soprattutto del lavoro di Benitez o del grande mercato che ha fatto la società in estate?

“In queste situazioni, i meriti vanno suddivisi in parti uguali. Via Cavani, sono arrivati calciatori congeniali per lo stile di gioco dello spagnolo. D'altro canto, sono rimasto sorpreso dalla rapidità con la quale Benitez è riuscito a far assimilare al gruppo le proprie idee”.