Quinto giorno di lavoro ad Appiano Gentile, domani la gara amichevole contro il Lugano. Intanto Luciano Spalletti incontra i giornalisti presenti in conferenza stampa per parlare di questi primi giorni di ritiro tra nuovi arrivi, mercato e conferme.

AI TIFOSI SU FACEBOOK - "Qui c'è tutto per fare bene e dobbiamo rimanere in scia alle squadre più forti. Abbiamo fatto vedere di aver fatto molto bene la scorsa stagione, la difesa è stata ulteriormente completata ed è un reparto forte della squadra dove poterci costruire sopra una squadra. Se sento mia l'Inter? Io sento sempre mie le squadre in cui lavoro, l'importante è la disponibilità dei giocatori, noi abbiamo potenzialità in tutti i reparti. La sensazione è che potremmo fare bene”. 

Da qualche giorno l'Italia si è divisa in due fazioni dall'arrivo di Ronaldo: ci sono quelli che pensano si debba giocare solo per il secondo posto e quelli che invece pensano il contratrio. Lei cosa pensa?
“Darà forza e visibilità al nostro campionato, ma ciò che diventa fondamentale è che per puntare a vincerlo non bisogna puntare all'indebolimento delle altre, come si faceva una volta quando il campionato italiano era il migliore di sempre. C'era un gioco al rialzo per una continua progressione e l'arrivo di Ronaldo è uno di quegli slanci a cui bisogna agganciarsi per ridare vita a quel meccanismo. per essere la squadra più forte tra le più forti. Fa bene al nostro movimento. Ma nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso”. 

Ritiene che l'Inter abbia avvicinato Juve e Napoli? È possibile una lotta scudetto?
“Me l'aspettavo come prima domanda. La domanda che mi pongo non è se possiamo fare bene, ma perché non dovremmo fare bene. Dovremo essere quelli dentro la scia delle squadre più forti per farci trovare pronti in tutti gli obiettivi. Dobbiamo arrivare in fondo in corsa”. 

Che Inter sta vedendo e come ha trovato i nuovi calciatori?
“Si sono presentati tutti molto bene, sono entusiasti di vestire questa maglia. Ora c'è una considerazione da fare, un'attenzione da portare verso quei calciatori che hanno piacere di venire a giocare all'Inter. L'anno scorso qualcuno poteva avere dubbi, adesso, dopo il lavoro della società, c'è una considerazione differente e questo ci rende orgogliosi del lavoro svolto. Abbiamo scelto e seguito questi calciatori, dovranno servirci per farci diventare una squadra forte. Quest'anno avremo bisogno di una rosa superiore rispetto a quella dell'anno scorso e la società la sta allestendo. Lautaro ci sta facendo vedere di essere un calciatore forte, maturo per l'età che ha. Bravo a giocare spalle alla porta e a fare perno per trovare la conclusione. Politano ci sta facendo vedere la sua velocità palla al piede, de Vrij è uno abituato alla nazionale, ci fa vedere come si recupera palla per poi giocarla velocemente. Nainggolan è facile descriverlo, è uno trasparente, è uno che quando lo guardi non corri il rischio di essere ingannato. Paga le pene per essere uno che vive senza cover, a qualcuno non piace, a noi si. Salcedo è un tipo Karamoh, ti punta sempre, forse anche troppo, ne abbiamo bisogno. Asamoah è uno calciatore completo, perfetto per ambire a fare passi avanti. Sa già cosa fare e come comportarsi, ti die e ti da notizie per andare più in la e sapere quello che trovi. È forte, ha fatto bene in più ruoli, è maturo, ha qualità fisiche e tecniche per assolvere a qualsiasi compito”.

È orgoglioso del Mondiale di Perisic e Brozovic? È preoccupato che Mourinho possa portare via Ivan?
“Quella contro l'Inghilterra è stata la loro partita più bella. Brozovic in quella posizione è quello che ha determinato la qualità della Croazia, per farlo giocare in uel ruolo hanno anche spostato un po' più in là uno come Modric. Ha corso 16 km in una partita, una cosa impressionante, quelli bravi bravi ne fanno 11-12, lui ne ha fatti 16 di assoluta qualità. Con lui la palla non muore nel percorso, nasce forte e arriva forte, la fa suonare tutte le volte. Per quanto riguarda Perisic, sono d'accordo su quanto detto da Mourinho: un giocatore da strapotere fisico, alla Ronaldo. Forte nella velocità finale e nella resistenza, in quel suo colpo di testa si è vista la sua importanza che noi abbiamo già visto in fase difensiva l'anno scorso. Deve solo imparare un po' di più ad avere più contatto con la zona centrale del campo. Loro due nell'Inter si trovano bene e vogliono far bene con questa squadra”

Ti aspetti una Champions complicata per quella che sarà la lista da consegnare?
“Il discorso del numero da inserire per la lista sarebbe una difficoltà se non la completassimo con il campionato. Avremo giocatori a sufficienza per giocare tutte le competizioni. La più grossa difficoltà sarà dover dire a qualche calciatore che non potranno essere in lista, sarà un momento che non vorrei mai andare a vivere”.

Quando si parlerà del suo rinnovo?
“Non c'è alcun problema per il mio contratto, non andiamo ad inventare niente. Lo facciamo anche in cinque minuti dopo l'allenamento. Io qui mi trovo bene, come ho sempre detto. Non c'è bisogno di procuratori e avvocati, siamo tutte persone serie che vogliono lavorare bene per tutti quegli sportivi che vengono a guardarci. Quando qualcuno ha legato la mia permanenza all'arrivo di alcuni calciatori, ho preteso solo una cosa, che si smettesse di parlare di alcuni obiettivi che avrebbero potuti illudere i tifosi”.

Se non c'è alcun problema per il rinnovo, perché non l'ha ancora firmato?
“Io non ho alcun problema, lo faremo presto, ci dia lei una data. Il rinnovo si farà, è come se fosse già fatto”
La sua rosa è una delle più mature delle ultime qui all'Inter, somiglia un po' all'ultima di Mourinho.
“Se il suo pensiero è questo, cercheremo di non deluderla. La rosa era fortissima l'anno scorso e ancora di più quest'anno, ma ci sono anche squadre che hanno già una mentalità acquisita, che vengono da qualcosa di consolidato e vissuto e questo secondo me dà alcuni vantaggi. Ho visto la nostra forza nel momento in cui siamo usciti da quel periodo difficile, quando tutti ormai dicevano che l'Inter avrebbe fatto come nelle precedenti stagioni. Era quello il nodo da sciogliere e noi l'abbiamo sciolto. Qualcuno ha sintetizzato l'ultima partita come un colpo di fortuna, ma noi siamo quelli che dopo la sconfitta contro il Sassuolo sono venuti ad Appiano per lavorare e andare a Roma per giocarcela con personalità contro una delle squadre più forti del campionato”.

Da chi si aspetta qualcosa in più rispetto alla scorsa stagione e se proverà una squadra che possa giocare con due punte.
“Abbiamo preparato bene la difesa a quattro e nei prossimi giorni svilupperemo il lavoro su quella a tre. Lautaro e Icardi possono giocare insieme, tutti quelli forti possono farlo, devono andarsi a mettere in un contesto di squadra per creare l'intesa. Mentre mi aspetto di più da Vecino che l'anno scorso ha avuto dei problemi e non ha potuto far vedere il proprio repertorio. Poi ci sono quelli come D'Ambrosio che ho spostato ovunque e poi diventa difficile prendere le misure. Ma anche Candreva può fare di più vista la qualità che ha in entrambi i piedi”.

Le è dispiaciuto per il mancato riscatto di Cancelo e Rafinha?
“Si, mi è dispiaciuto perché sono due calciatori forti, che erano dentro al gruppo, dentro alla mentalità e dentro a questi colori. Erano emozionati di far parte di questa squadra e per questo mi è dispiaciuto ma ci sono dei paletti da rispettare che non ci hanno permesso di riscattarli. Non eravamo nelle condizioni per andarci ad opporre ai numeri del fair play finanziario, ma sono due giocatori a cui vogliamo bene”. 

Nel medio periodo potrebbe aumentare ancora di più il gap con le altre squadre visto che per comprare giocatori come Ronaldo occorrono grandi potenzialità?
“Chi ha Ronaldo a disposizione diventa ancora più forte, ma l'anno scorso ho visto una bella lotta. Vedo squadre sempre più organizzati, allenatori giovani e preparati e questo mi fa sperare perché è importante trovare soluzioni”.

Chi tiferebbe tra Croazia e Francia se non ci fossero Perisic e Brozovic?
“Io guardo sempre la qualità dei calciatori e sotto questo punto di vista entrambe le squadre ne hanno. Adesso ci sono e sono condizionato”.

Sabatini ha detto che forse a Roma ne avevano abbastanza di Nainggolan e che lei sa gestirlo bene.
Nainggolan non lo si può controllare, se ci provate vi renderete conto che è come Diabolik, sfugge da tutte le parti (Ride, ndr). Detto questo voglio sottolineare che ha sempre fatto bene ovunque sia andato e  che ha voglia di lasciare il suo marchio anche qui”.

È d'accordo sulla descrizione di Sabatini su Luciano Spalletti?
Lui è una persona che sa e che capisce di calcio, un riferimento anche per i suoi colleghi e per questo mi è dispiaciuto che sia andato via. Da Sabatini c'è sempre da imparare qualcosa, il rischio è che poi si debba farlo tra una nube di fumo tra le due e le tre di notte visti gli orari delle telefonate. Ha detto che ho dei complessi? Mi pare che anche lui ne abbia qualcuno (ride, ndr). Ma se per complessi intende il fatto che non sono disposto a passare sopra le cose che non mi vanno bene, allora ha ragione a dire che sono complessato”.