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    Spalletti: 'Vi dico quando torna Osimhen e chi gioca in attacco. Sul mio futuro a Napoli...'

    Spalletti: 'Vi dico quando torna Osimhen e chi gioca in attacco. Sul mio futuro a Napoli...'

    • Giovanni Annunziata
    Vigilia di Napoli-Milan, gara valida per la 28ª giornata di Serie A. Kvaratskhelia e compagni hanno l'obiettivo di continuare a dominare il campionato e avvicinarsi sempre più allo storico terzo scudetto, ma dovranno farlo senza Victor Osimhen infortunato. Il tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, presenta così la sfida in conferenza stampa:

    SENZA OSIMHEN - "Quella di Osimhen è un'assenza che pesa, inutile girarci intorno. Però poi di fianco c'è anche quello che ha detto Pioli e mi trova d'accordo, perché quando è mancato Osimhen la squadra ha saputo sopperire alla sua assenza. Tutti i componenti della squadra hanno dato qualcosa in più per far venire fuori lo stesso Napoli, che si giocasse da Napoli. Secondo me la differenza l'hanno fatta anche calciatori come il Cholito perché Simeone sa che mestiere fa, è uno di quelli che conosce, che sa che a calcio si gioca con i piedi e anche con la testa. Fin da subito è entrato benissimo nel personaggio e nel ruolo che doveva avere. Quando una persona è intelligente si trovano risultati importanti pur avendo fette piccole di possibilità e lui sa che deve sfruttare quelle lì. Come modo di giocare cambia poco perché magari il Cholito è uno meno di veloce di Osimhen - difficile trovarne uno così veloce - ma è bravissimo nel gioco aereo, a giocare di sponda, a dialogare con la squadra, a venire in contro. Per cui noi siamo a posto. Aspetto emotivo? La reazione c'è stata anche in Champions, da squadra di rango che va a giocare partite importanti".

    FORZA DEL GRUPPO - "A certificare che sia un gruppo che può sostituire chiunque manchi dentro la squadra di quelli che hanno giocato di più non sono io a dirlo, ma sono stati i calciatori a farlo vedere ogni qual volta abbiamo avuto bisogno di loro. Tutti hanno dato un pezzettino in più e siamo riusciti a fare ugualmente grandi partite avendo davanti grandissimi avversari. Per cui noi siamo fiduciosi. È una partita da tripla che vale il doppio perché da qui in avanti per noi i risultati valgono il doppio e il Milan è una squadra fortissima, campioni d'Italia in carica, che hanno battuto il Tottenham in Champions, che hanno fatto partire Kessié ma prendendo calciatori capaci di rinforzare la rosa. Sappiamo benissimo chi avremo di fronte".

    SIMEONE - "Meritava di più di quello che gli ho concesso. È stato solo avere davanti uno fortissimo come Osimhen che mi ha costretto a dargli poco tempo".

    IL MILAN - "L'anno scorso a questo punto del campionato noi e il Milan eravamo in testa al campionato. Sappiamo che loro sono forti, hanno una rosa che gli permette di giocare corto, che gli permette di andare a fare verticalizzazioni improvvise, il portiere che gli fa fare 70-80 metri, una squadra che può benissimo fraseggiare dal basso fino ad arrivare a far gol. Difendendosi possono ripartire con alcuni giocatori in maniera fulminea per andare a far gol. Il Milan questa forza nel venirti addosso che ti costringe a giocare velocemente riducendo i tempi. Ha uno dei più forti centravanti. Sono tutte cose che sappiamo benissimo e che danno il valore che tutti attribuiscono e anche Pioli se n'è accorto".

    RASPADORI - "Raspa è a disposizione e visto quanto accaduto a Osimhen vale moltissimo. Domani parte dalla panchina ma è un calciatore che si può utilizzare in ogni momento della partita".

    CONFRONTI MILAN - "Nelle due partite di Champions si andranno ad annullare le perplessità venute precedentemente. Il faro della Champions puntato negli occhi ti fa cambiare vestito e ti veste bene subito. Ritrovano tutti la migliore forza in quella partita. Chi ha fatto bene contro quell'avversario nella partita precedente ci arriva convinto, mentre chi ha avuto la peggio è più intimorito rispetto all'altro. Sono curioso, perché mi aspetto che i calciatori abbiano quel carattere forte capace di sopperire a qualsiasi stato d'animo".

    I FESTEGGIAMENTI - "Vedere bandiere che sventolano da tutte le parti ci rende d'orgoglio ma è qualcosa di illusorio. Stiamo raccontando una storia che non è scritta e finché non sarà scritta bisognerà lavorare in maniera seria perché questi sventolamenti possono far perdere di vista la fatica ancora da fare. Non crediamo di aver già vinto, non pensiamo alla prossima stagione, alle prossime partite perché si rischia di far confusione. Il modo di pensare in questa maniera qui se lo possono concedere solo i superficiali e noi non lo siamo".

    LA SOSTA - "Dobbiamo essere abituati che quando i calciatori tornano dalla Nazionale sono stanchi e spesso infortunati. Funziona così. Non posso far altro che raccomandarmi quando vanno, ricordandogli il periodo che ci troveremo davanti quando tornano e lo faccio sistematicamente. Poi non si può far altro che rendersi conto dello stato in cui tornano e di quello che può essere la condizione di forma che hanno, tenendo conto di quanto hanno giocato in Nazionale. Questo succede a noi, al Milan, a tutte le squadre di alta classifica".

    FUTURO - "Quanto sono diventato napoletano? Tutte le mattine alle 7 prendo Ciro e vado a fare colazione. Capisco la metà delle cose, ma lo porto con me per imparare la lingua. Come detto al premio Bearzot, che ho fatto vedere alla squadra e li ho ringraziati. La città è talmente bella con questi ricami da impazzire a guardarla, però succede lo stesso meccanismo che dicevo prima se uno si lascia coinvolgere in questi festeggiamenti. Per il contratto ho un momento davanti che diventa determinante per la città di Napoli e tutte le attenzioni vanno in quella direzione lì. Perché in caso contrario sarei meno napoletano. Io voglio solo dare quella cosa lì alla città di Napoli, non voglio perdere tempo con altre cose che sono banali rispetto a quel traguardo lì. Mi sembra che la società abbia la possibilità di prolungare il mio contratto, quindi si parla del nulla. Il presidente ha l'opzione sul contratto, ma a me interessa solo il Napoli e i risultati del Napoli. Spero che i calciatori facciano allo stesso modo. Quando ho detto che parlare di contratti serve a creare confusione per me è così".

    RIENTRO OSIMHEN - "​Siamo quasi convinti recuperi per la Champions, dovremo però vedere il percorso di questi 15 giorni. Per quanto detto dal medico e per quelle che sono le sue capacità di recupero siamo fiduciosi".

    MARIO RUI-OLIVERA - "Quando si hanno due calciatori forti nello stesso reparto si usano le qualità di entrambi. Sarebbe sbagliato utilizzare solo le qualità di uno solo bruciando quelle dell'altro. Non è vero che se gioca uno si vince sempre, vuol dire non voler bene al Napoli, non fare tutto per lei ma solo per lui. Si addizionano le qualità di tutti e due. Se poi si parla di Di Lorenzo è un'altra cosa. Però poi è sempre il risultato che si ha in fondo nelle scelte che si fanno. Per cui facendoli giocare chiedo: È arrivato un buon risultato?".

    MERITI DEL NAPOLI - "Non esistono squadre perfette, tutte si possono battere. Quella che ha vinto di più stimola quella che ha vinto meno per avere più motivazioni e tanto altro. La nostra squadra ha fatto un bel percorso perché bisognerebbe andare a vedere i punti dell'anno scorso, se sono state mediocri le inseguitrici o se ha fatto un grande percorso la prima. Se ora ci sono 20 punti di differenza rispetto alla seconda non sono le altre che hanno fatto peggio ma è la nostra che ha fatto qualcosa di straordinario. Non ci togliete niente perché carta canta: le altre squadre lo scorso anno avevano fatto gli stessi punti di oggi. Il percorso di questi ragazzi è straordinario, non gli tolgo niente".

    PROTESTA TIFOSI - "Quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto con tutte le componenti vicine alla squadra, che sono intorno alla squadra. Anche la vicinanza del pubblico è stata una componente importantissima. Quando una di queste componenti viene a mancare siamo penalizzati. Io apprezzo quelli che sono i sacrifici fatti per comprare i biglietti, quando si parla di famiglie. Capisco sia difficile. Però quello che dobbiamo capire è che chi ci rimette è solo la squadra, quindi non cantare allo stadio sarebbe andare contro la squadra. Il fatto che le curve non sostengano la squadra dentro la partita ci penalizza quasi quanto la mancanza di Osimhen. Dal mio punto di vista non è giusto nei confronti della squadra. Non entro nel merito di chi ha ragione e chi ha torto perché faccio un altro lavoro ma sicuramente non bisogna penalizzare la squadra. Ringraziando sempre per i soldi che vengono spesi perché i biglietti hanno un costo".

    RICONOSCENZA DEI TIFOSI - "Assorbire tutto questo affetto diventa facile quando si viene a far parte di questa città. Secondo me i napoletani sanno riconoscere chi si impegna e ti rimbalzano addosso tutto l'affetto ringraziandoti".

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