1
E' stato un mercato deludente quello concluso dall'arrivo di Sala proprio l'ultimo giorno. Non perché l'esterno ormai ex Sampdoria non serva, ma perché la rosa non è all'altezza di quella della passata stagione. Come più  volte ripetute in queste pagine, gli addii di Lazzari, Antenucci e Bonifazi, vere e proprie colonne della squadra, non sono stati adeguatamente rimpiazzati e l'infortunio di Fares ha complicato ulteriormente le cose come visto nelle prime giornate di campionato. 

Andando ad analizzare i nuovi arrivati in casa Spal, D'Alessandro, Sala, Reca, Tomovic, Igor, Murgia, Berisha, Di Francesco e Letica, si vede talento, ma forse poco mordente. Tanti buoni giocatori, ma pochi leader, pochi uomini capaci di sopperire alla carenza di personalità di una rosa che ha perso la sua spina dorsale in un'estate. Il rischio è quello di dover combattere contro il fantasma della Spal di un anno fa: bella da vedere e spesso efficace. Una rivale figurata che appare, almeno ad oggi, fuori portata.

Certo, la salvezza non è un obiettivo utopico e, anzi, gli uomini di Semplici potranno certamente dire la loro. Ma la sensazione è che ci sarà da combattere molto di più rispetto a una stagione fa. La fiducia che la dirigenza si è guadagnata in questi anni di successi, però, non può essere messa in discussione per una campagna acquisti. Il voto al mercato resta ovviamente basso, ma la cosa più importante saranno i risultati: e prima di dare un voto anche quelli, dovremo aspettare di vedere  che cosa sarà capace di tirare fuori Semplici da questo gruppo.