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    Speziamania: Tas, pietra angolare della stagione.

    Speziamania: Tas, pietra angolare della stagione.

    • Gianni Salis
    Se l’avventura del ‘soldato Thiago’ è agli sgoccioli e si attende soltanto l’ufficialità, che arriverà quando le parti avranno trovato l’accordo reciprocamente conveniente, ecco che si complica e non poco la partita che conduce al nuovo tecnico. Lo scouting è di fatto terminato (Andreazzoli, Bjelica, Farioli, Gotti, Pirlo), ognuno con la propria storia, pro e contro, ma le tessere da incasellare nel puzzle targato Spezia sono le più variegate: esperienza, ingaggio, progetto tecnico. Che non sempre coincidono e collimano in un unico profilo, tanto più con la spada di Damocle che pende pesantemente sul club dei Platek: il blocco del mercato.
     
     
     
    Tra 15-20 giorni il Tas di Losanna si esprimerà sul ricorso e gli scenari, attualmente nefasti, se cambiassero, anche in minima parte laddove venga accolto seppur parzialmente il ricorso, potrebbero modificare rimodulando in modo sostanziale il futuro prossimo del club ligure, che, al suo interno, dopo una stagione vissuta in apnea e non solo sul piano sportivo, ha deciso di tornare all’antico, avvalendosi nuovamente della figura del Direttore Sportivo, individuata in Giancarlo Romairone, un ritorno il suo in ‘via Melara’ dopo l’esperienza del 2013-14. Un raccordo assolutamente necessario tra squadra ed area tecnica al cui comando resta ovviamente Riccardo Pecini. Saranno dunque giorni febbrili per dipanare una matassa non semplice in cui le scelte dello stesso ‘Comandante in Capo’ delle operazioni tecniche dovranno poi trovar risposta concreta sul campo.
     
     
    Capitolo tifosi. Siamo al terzo capitolo di questa affascinante avventura, e speriamo non sia l’ultimo, sicuramente nemmeno immaginata fino a pochi anni fa. Restiamo pur sempre un cantiere aperto, non solo per loo stadio, che cerca nonostante le mille vicissitudine affrontate di consolidarsi. Sappiamo già da ora che con ogni probabilità giocheremo per evitare di retrocedere, presenziando costantemente la parte destra della classifica. Ecco partendo da questo presupposto che è anche abbastanza banale, l’invito è di non farci del male da soli come un Tafazzi qualunque. Il Picco ha fatto, fa e potrà fare ancora in avvenire quella differenza che porta in dote punticini importanti. Vediamo di non disperdere questo piccolo vantaggio.
     

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