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Fedez censurato immaginario. Lui e Salvini duellanti, nell'incapacità di essere uomini pubblici.
Fedez e Salvini sono entrambi ovviamente figli del loro tempo, un tempo nel quale condividono con la quasi totalità dei loro contemporanei l'incapacità di essere uomini pubblici. Uomo pubblico, uomo della res publica, è quello che conosce, ammette e rispetta l'altro da sé quando pensa e agisce per la collettività. Sembra facile a dirlo, ma a farlo non ce la fa quasi nessuno, Fedez e Salvini ovviamente compresi. Entrambi invece condividono con genuina passione e assoluta buona fede l'idea che fare ciò che ti passa per la testa sia non solo sempre coincidente con il giusto e l'utile, ma sia addirittura la libertà. Libertà, cioè sempre e solo far quel che mi pare, cos'altro se no? E qualunque argine o regola nel dire o fare quel che mi pare è censura. Così accade che Fedez accusi la Rai di averlo censurato dopo aver appena finito di dire in Rai quello che gli pareva. Fedez e Chiara Ferragni formano una coppia cui va onore al merito: contro il Covid ci hanno messo impegno, soldi e verità. Due persone di buona volontà. Eppure della libertà di opinione ed espressione Fedez ha mostrato di avere un'idea privata, in linea peraltro con l'idea, sbagliata. della libertà condivisa tra i più. Fedez al Concertone del 1 Maggio, la Rai chiede a lui come a tutti di evitare teatralità comiziali, gli chiede di stare dentro il vasto campo dell'opinione senza sconfinare ed esondare in quello della propaganda. Ma Fedez si sente offeso da questo invito alla buona educazione civica, lo avverte come intollerabile limite al dico e faccio come mi pare. Per Fedez, come per Salvini, non esiste il "noi", tanto meno il "loro" e, se esistono, sono ostacoli e costrizioni. Per entrambi esiste solo l'Io. E fa una certa tristezza vedere il docente di Scienze e Filosofia politica Enrico Letta far di Fedez un martire o poco meno facendo finta di non sapere che libertà è compresenza e compatibilità dei diritti propri ed altrui. Comunque mettere la Rai dalla parte dell'aver, di questi tempi, sostanzialmente ragione non era facile, Fedez c'è riuscito. Lui in uno slancio eccessivo e incontinente di quello che una volta si chiamava impegno. Coloro che oggi ne fanno un mezzo martire della censura, in uno slancio scomposto di vittimismo intollerante.

Week-end normale, quasi come prima? No, di più.
Fine settimana con 1 maggio incluso a Roma. Per meglio dire: ultimo week-end nelle strade, piazze e marciapiedi della Capitale. Davanti ai bar e ai negozi, nel trovarsi, darsi appuntamento, andare, stare. Gente a comprare, consumare, chiacchierare, tanta e tutta insieme. Quasi come prima, come più di un anno fa, prima di tutto. Anzi, senza quasi. Anzi di più. Week di vita normale? No, di più, anzi de più!

Silvia, oltraggio continua.
Venticinque, dicono, secondi di video. Forse più. forse meno, chi lo sa. Ma qualcuno dice di saperlo, perfino in tv si sente dire: ho visto. E frammenti, pezzi di quei 25 secondi vengono, pare, scambiati via web (reato doppio) per sentenziare "ci stava o non ci stava". L'oltraggio sessuale a Silvia da parte di Ciro Grillo e altri tre ragazzi non sarà tale fino a che non dovesse essere prima processo e poi sentenza di colpevolezza. Ma l'oltraggio incivile e bavoso su questa ragazza è cosa certa, quotidiana, crescente, sfacciata, insolente, schifosa. E questo cercare e scambiarsi mozziconi di sesso altrui via web, questo rimestare alla ricerca di pezzi di corpo altrui come "trofei" segnalano altra cosa certa che va oltre la triste storia di Silvia e quattro ragazzi. Segnalano l'abbondanza tra noi di persone che il sesso lo fanno male, che fanno cattivo sesso prima ancora che farsi affascinare dal sesso cattivo. Però detta così non suona con la dovuta efficacia, diciamo che un sacco di gente s (e poi puntini) male. Così si spiega il loro massiccio ricorso all'onanismo via web.
Statali, si torna in ufficio. Sarà resistenza passiva?
Governo ha tolto obbligo per Pubblica Amministrazione tenere 50% del personale al lavoro a casa. Da oggi al 31 dicembre statali e pubblici dipendenti possono, anzi devono, tornare in ufficio. Possono restare a casa solo nella misura in cui uffici riaperti e con dentro personale sufficiente a far funzionare ed erogare servizio. Lavoro a casa degli statali da un anno e più. Cioè molti pubblici dipendenti che hanno lavorato come e più di prima. Tanti che hanno lavorato come prima, tanti che hanno fatto del non lavoro in presenza un'assenza stabile di lavoro. Troppa Pubblica Amministrazione oggi è rinvio, proroga e telefoni cui non risponde mai nessuno. Sindacati sorpresi e sospettosi, gestiranno un rientro in ufficio lento e di malavoglia.

Il Sud che fa male ai suoi figli.
Reggio Calabria: gli studenti delle secondarie sono effettivamente andati a scuola 45 giorni. I loro pari età a Firenze sono andati a scuola 98 giorni, 97 quelli di Roma. Differenza: 50 e passa giorni di scuola in neanche un anno scolastico. Bari: i bambini della scuola d'infanzia a scuola 66 giorni, i loro coetanei di Milano ci sono andati per 135 giorni. Settanta giorni di differenza. Napoli: i ragazzi delle medie a scuola 49 giorni, i ragazzi delle medie a Roma a scuola 134 giorni. Differenza 85 giorni. Scuola secondaria di primo grado: scuola in presenza a Milano 116 giorni, a Roma 134, Napoli 49, Bari 58, Reggio Calabria 83, Torino 97, Firenze 129, Palermo 122. Scuola secondaria di secondo grado, giorni di scuola in presenza Milano 71, Roma 97, Napoli 31, Bari 40, Reggio C. 45 Torino 61, Palermo 73, Firenze 98. Differenza che inciderà nella vita di questi bambini e ragazzi perché meno scuola equivale a minore qualità della vita stessa. E questa differenza, questo ulteriore danno e male fatto ai figli del Sud non viene dalla pandemia. Il di più rispetto ai figli del resto del paese ce l'hanno, volutamente e ottusamente, messo i governi regionali che hanno voluto e tenuto scuole chiuse, tanto c'erano le mamme a casa e comunque chiudendo scuole si evitano grane. Puglia e Campania e Calabria e i rispettivi governi e Presidenti di Regione si sono distinti e si distinguono nel fare male scolastico (e quindi male tout court) ai figli di queste terre.

Pellegrinaggi, stragi annunciate. Tributi?
Pellegrinaggi, folle, fervore. Purtroppo accade spesso che questa combinazione dia vita ad una strage. Troppo spesso perché sempre quanto spesso accade si possa definire solo e soltanto un incidente. L'ultimo dramma in Israele, 50 morti calpestati dalla folla nel panico. In ogni luogo del mondo e tempo della storia tragedie simili. Sono macelli annunciati, l'incidente è la scintilla, ma quelli che sembrano bruciare sono inconsapevoli ma sostanziali tributi al divino.