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Non è mai facile lavorare a alto livello in mezzo al caos, all’incertezza, ai dubbi. E oggi l’Inter è tutto questo: caos, perché ogni giorno c’è una novità e quasi mai positiva; incertezza, perché nessuno sa quando e come verranno pagati gli stipendi; dubbi, perché il futuro del club è un grande punto interrogativo, a cominciare dal nome di colui che ne sarà proprietario tra qualche settimana o tra pochi mesi (Zhang? Bc Partners? Un altro fondo?).

Una formula demagogica e abbastanza superficiale di affrontare il problema è la seguente: i calciatori guadagnano talmente tanto che non possono e non devono rompere le scatole se non prendono uno stipendio o due. E da un certo punto di vista è anche vero, perché calciatori, manager e allenatore non muoiono certo di fame incassando una mensilità in ritardo (anche se non a tutti sono riconosciuti gli stessi soldi di Conte o Lukaku). Il fatto è che i giocatori sono uomini, quindi sensibili ciascuno a modo proprio di fronte a ciò che capita loro attorno. E sono anche professionisti, i quali si aspettano di sapere cosa li attende, e cioè se prenderanno i loro soldi e quando, se con l’Inter potranno ancora lottare per lo scudetto oppure no, se magari verranno messi sul mercato.

Guidare una squadra e una società in queste condizioni non è semplice, perché le sbandate e gli sbalzi di umore dei singoli sono sempre possibili o addirittura probabili. E uno scudetto si gioca anche sui dettagli: la serenità, la fiducia, l’ottimismo sono caratteristiche che possono fare la differenza e non sono scontate, né sono garantite dagli ingaggi elevati. In casi del genere il gruppo si può sfaldare, oppure paradossalmente si può compattare ancora di più diventando granitico. Perciò oggi è giusto riconoscere il lavoro complicatissimo, e finora decisamente positivo, che stanno svolgendo Conte e Marotta.
Conte e Marotta - lo vediamo e lo sappiamo - cercano in ogni modo di tenere il caos, l’incertezza e i dubbi lontani dallo spogliatoio dell’Inter. Faticano tanto per riuscirci, molto più di quanto si possa immaginare. Adesso che la squadra nerazzurra ha battuto in quel modo netto la Juve, lanciandosi definitivamente nella lotta per lo scudetto, è giusto sottolineare i loro meriti.

L’Inter a nostro avviso era e rimane la favorita per la vittoria in campionato, ma le variabili introdotte dalla crisi cinese rendono tutto più duro. E non perché il club probabilmente non farà mercato, ma per i problemi ambientali che si sono creati. Riusciranno i nerazzurri a non farsi condizionare? La nuova sfida è proprio questa.

@steagresti