62
Italia-Iran, biglietto di sola andata. Andrea Stramaccioni riparte dalla panchina dell'Esteghlal: "E' uno dei club più importanti d'Asia - racconta l'allenatore a calciomercato.com - hanno una grandissima tradizione e vogliono costruire un ciclo importante dopo sei anni senza successi. Ripartiamo dal terzo posto della stagione scorsa e da un'eliminazione al girone di Champions, dobbiamo sicuramente cercare di fare meglio".

ENTUSIASMO - Con 100mila posti (120mila spettatori nello spareggio tra Iran e Australia per Francia '98), lo stadio Azadi è il quarto più grande al mondo. E quando si gioca il derby col Persepolis non c'è un seggiolino vuoto: "Hanno una grande passione. Questo è molto importante per dare la giusta motivazione a calciatori e allenatori". Non vede l'ora di iniziare Strama, anche perché in Iran lo sport è tutt'altro che in secondo piano: "Viene visto come un veicolo per far divertire la gente, c'è molta attenzione nello sviluppo e nella promozione".

LA SCELTA - Contratto biennale, sul tavolo un progetto per tornare a vincere: "In Italia sono stato vicino a un club di Serie A, ma si rischiavano tempi lunghi e così ho preferito accettare l'offerta dell'Esteghlal che mi ha dimostrato interesse e mi ha accontentato in tutto". Terza esperienza all'estero: "Dopo aver allenato Panathinaikos e Sparta Praga, è un orgoglio aver attirato l'attenzione di un altro grande club". Scelta di vita: "A 43 anni ho la fortuna di affrontare sfide che mi possono far crescere molto come uomo e come allenatore".

IDENTIKIT - L'Esteghlal aveva iniziato a sondare il terreno già da aprile: "Il direttore sportivo Ali Khatir fino a due anni fa lavorava per la Fifa e ha seguito l'Europa League l'anno in cui ero allenatore dell'Inter". Vecchi ricordi nerazzurri con l'eliminazione agli ottavi contro il Tottenham. Così, qualche mese fa, Stramaccioni entrò nel mirino del ds: "Cercavano un allenatore giovane che avesse avuto già esperienze all'estero e avevano individuato il mio profilo". Ma non fu proprio un colpo di fulmine: "Dopo la prima telefonata non ero convintissimo di accettare, poi, parlando con persone che sono state lì, mi hanno raccontato una realtà importante". Decisivi i pareri di Julio Velasco (allenatore di volley che è stato tre anni in Iran) e dell'ambasciatore italiano a Tehran. 

IL MERCATO - Anche lì è tempo di mercato: "La rosa è incompleta, ma la società sta lavorando per riempire le tre caselle disponibili per gli stranieri". E lui sa già dove andare a pescare: "Vorrei provare a prendere alcuni giocatori dall'Italia... qualcuno che conosco bene".

LA LINGUA - Intanto, a seguirlo sicuramente sono la moglie Dalila e i loro due figli. A casa si parla italiano, ma il problema è in campo. Da quelle parti la lingua ufficiale è il persiano farsi e non tutti capiscono l'inglese, l'allenatore avrà a disposizione un interprete anche in campo. Abitudini diverse, nuovi usi e costumi con i quali confrontarsi. Stramaccioni è pronto per l'Iran, l'Esteghlal ha scelto un italiano per tornare a vincere.