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Quando nella stessa giornata mandi via un allenatore, Maurizio Sarri, scegliendo “subito” il suo successore, c'è molto di cui parlare. Soprattutto se il nuovo tecnico, Andrea Pirlo, era già settato su un altro progetto (l'Under 23) senza essersi fin qui seduto su una panchina con un ruolo diverso da giocatore. In regia è stato un fuoriclasse, il migliore di tutti per quindici anni e forse non solo. Ora però è tutta un'altra cosa. Ora poi c'è da partire in una Juve al centro di una rivoluzione non solo tecnica. Anche per questo Pirlo e la dirigenza bianconera continuano a vedersi quasi quotidianamente, riunione dopo riunione c'è una Juve da plasmare. Con tante domande che hanno bisogno di risposte, Pirlo le sue le ha date tutte riuscendo a convincere Andrea Agnelli a dargli questa incredibile opportunità. Ora tocca alla Juve.

STAFF E MERCATO - Sabato le firme, domenica e lunedì le prime riunioni, oggi (giovedì) il ritorno alla Continassa per un altro punto della situazione. C'è da definire ancora lo staff tecnico per esempio, a mancare ancora è il nome del vice-allenatore, sfogliando la margherita sono caduti anche i petali di Andreazzoli e Gregucci dopo quelli di Baronio (“solo” collaboratore tecnico) e Martusciello. Ovviamente si imposta il mercato, le richieste di Pirlo non sono troppo incentrate sui nomi (quella è roba per Paratici e Cherubini) ma sulle tipologie di giocatore: un esterno sinistro, due centrocampisti di gamba e qualità, un attaccante o due. Elementi che sappiano andare a migliorare una rosa da svecchiare con un monte ingaggi da abbattere, elementi che facciano al caso del doppio progetto tattico pensato da Pirlo, tra il 4-3-3 e la difesa a 3, sempre con un possesso palla esasperato di fondo.

I NODI – C'è però da parlare anche di molto altro. Servono rassicurazioni che vanno al di là del contratto biennale, del mercato in entrata o di quello in uscita. Bisogna capire soprattutto se la Juve di Pirlo sia ancora quella di Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala. Non è questione di giocatori da ritenere imprescindibili per il nuovo tecnico o magari sacrificabili, ma di capire se ci saranno o no. Perché ormai tenere insieme le necessità del campo e quelle del bilancio è roba da equilibristi, i conti in casa Juve fanno paura, non è un mistero: dopo l'arrivo di CR7, la Juve ha lanciato il bond da 150 milioni, poi ha sottoscritto un aumento di capitale di 300 milioni, ha registrato plusvalenze complessive per circa 300 milioni, ha pure tagliato 90 milioni sugli stipendi dovendo fronteggiare l'emergenza Covid. Ma proprio il calcio a porte chiuse sta ulteriormente colpendo le casse bianconere, ogni gara casalinga senza pubblica equivale a 3-4 milioni di mancati guadagni, l'impatto su sponsor e diritti tv ancora non è stato quantificato realisticamente, le eliminazioni in Champions ai quarti e agli ottavi hanno impedito ad altri introiti di attutire il colpo (sarebbero servite due semifinali). Quindi da qualche parte bisognerà pur trovare linfa. Ma fino a quando sarà possibile, la volontà della Juve resta quella di fare cassa con il mercato in uscita, senza però rinunciare alla coppia Ronaldo-Dybala. Da loro dovrebbe quindi partire la Juve di Pirlo.
DYBALA – Detto che però la situazione di Dybala resta delicata (leggi qui). Il rinnovo dopo l'accelerata è arrivato a una fase di stallo, tra richieste economiche e pretese progettuali. Escludere una sua cessione non è possibile, certo l'offerta dovrà essere irrinunciabile. Ma in questi anni non è mai arrivata, Dybala poteva partire per volontà della Juve un anno fa anche con un prezzo inferiore alla valutazione di mercato. Ora servirebbero 80, 100, forse 120 milioni: chi li ha in questo momento?

RONALDO – Quella di oggi poi è stata di nuovo la giornata del caso Ronaldo. Il suo biografo Guillem Balague ha lanciato la bomba a “BBC 5 Live”: la Juve ha dato mandato a Mendes di vendere CR7 in ogni modo, proponendolo non solo al Psg, ma anche al Real (risposta, no grazie) e addirittura al Barcellona. Secche le smentite dell'entourage del giocatore, tramite As è piombato un netto: “Tutto falso”. Anche dalla Juve sono volate solo smentite. Che fanno il paio con le parole di Andrea Agnelli nel post-Lione: Ronaldo non si muove. Se poi qualcuno volesse provarci dovrebbe sapere che servirebbero circa 60 milioni per convincere la Juve anche solo a parlarne, altrettanti di ingaggio lordo a stagione per stuzzicare la fantasia di Cristiano, che per quanto deluso sa di avere ben poche alternative al club bianconero in questo momento.