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    Supercoppa Juve-Napoli, parla l'ex azzurro Pandev: lui sa come si vince

    Supercoppa Juve-Napoli, parla l'ex azzurro Pandev: lui sa come si vince

    A CalcioNapoli24 ha parlato in esclusiva Goran Pandev, attaccante del Galatasaray, che ha vissuto tre anni della sua carriera al Napoli, impegnato lunedì in Supercoppa italiana contro la Juventus: il macedone l'ha vinta già con due squadre diverse (Lazio e Inter), perdendondola invece con la maglia azzurra, proprio contro i bianconeri, due anni e mezzo fa a Pechino.

    Allora Goran, come va? Come procede il tuo ambientamento qui in Turchia?
    "Tutto bene, stiamo bene dai. Sono qui da quattro mesi, all'inizio ho avuto qualche difficoltà ma piano piano ci stiamo ambientando. E' un'altra cosa rispetto all'Italia, ma le cose stanno andando meglio. Spero di finire bene il campionato".

    Peraltro hai segnato recentemente una tripletta...
    "Per un attaccante è importante, all'inizio abbiamo avuto difficoltà con tutta la squadra, abbiamo avuto qualche infortunio di troppo ma adesso stiamo meglio: ho segnato tre gol in Coppa di Turchia, speriamo di continuare così".

    Strano, al tuo fianco dopo Napoli ritrovi Blerim Dzemaili...
    "Mi fa piacere che Blerim sia qui, è più facile cambiare se hai al tuo fianco uno che parla italiano. Poi lui è un grande giocatore, ora è infortunato e spero che torni al più presto"

    Come è nata la trattativa che ti ha portato al Galatasaray? C'erano altre squadre che ti volevano?
    "Si, c'erano altre squadre però la chiamata del Galatasaray mi ha fatto piacere perchè è una grande squadra che avrebbe disputato la Champions. Volevo provare un nuovo campionato, sono stato tanti anni in Italia e mi sarebbe piaciuto conoscere un altro paese ed un'altra mentalità".

    Perchè non ha funzionato Prandelli al Galatasaray?
    "Forse lui voleva fare le cose con precisione, ma da quello che ho visto posso dire che qui non sono abituati a fare certe cose. Il mister voleva proporre il metodo che usa in Italia, tanto lavoro tattico, ma secondo me qui devi lasciar divertire i calciatori. In Turchia è un'altra cosa, hanno un'altra mentalità. Poi magari Prandelli si è trovato in difficoltà anche perchè abbiamo iniziato male e la piazza, se sbagli un paio di partite diventa un casino (ride, ndr)".

    Ora c'è la Supercoppa Italiana, che tu con Benitez hai già vinto...
    "Un ricordo bellissimo, quando vincemmo la Supercoppa. Mi dispiace però averla persa contro la Juventus: giocammo una grande partita, alla fine però è andata come è andata. Spero che il Napoli possa vincere contro la Juventus, gli azzurri sono una grande squadra e in una partita secca può farlo".

    Dopo tanto tempo, ci puoi dire cosa successe con il guardalinee Stefani?
    "Non gli dissi niente di particolare, dissi che non era fuorigioco. Dico la verità, mi dispiacque tanto perchè giocammo una grande partita e meritavamo di vincere a Pechino".

    Le immagini delle decisioni arbitrali fecero il giro del mondo, nello spogliatoio cosa si disse?
    "Non c'era niente da dire, perdere una finale così dopo tanto lavoro per colpa degli arbitri non è bello. Però penso che non l'abbiano fatto apposta, è andata così e ora spero che vinca il Napoli così magari son tutti contenti".

    Si parlò di 'super-vergogna', tu lo definiresti un furto? Vi sentiste scippati del trofeo?
    "Non lo so se possiamo definirlo furto, ma abbiamo visto tutti quello che è successo".

    E a fine gara nessuno andò alla premiazione...
    "Decise il presidente, il mister e noi sappiamo chi prende le decisioni. Ci fu detto di non andare a prendere le medaglie, e non andammo".

    Come mai le strade di Goran Pandev e Rafa Benitez si sono divise?
    "Sia a Milano che a Napoli abbiamo vinto tanto, ho fatto le mie scelte ma con il mister non ho mai litigato. Sempre parlato come uomini veri, poi è arrivata la chiamata del Galatasaray ed ero felice di cambiare".

    Mazzarri e Benitez, due allenatore totalmente diversi...
    "Ogni allenatore ha le sue caratteristiche: Mazzarri lavora in un certo modo, Benitez in un altro. Entrambi hanno vinto qualcosa, Rafa ha vinto tanto ma alla fine restano due allenatori bravi ma diversi".

    I 'mazzarriani' in questi due anni sono andati via, da Pandev a Cannavaro: come viveste l'addio di Paolo?
    "Il calcio è così, si cambia sempre. Ogni allenatore ha i giocatori che gli piacciono e che non gli piacciono, Paolo era fondamentale per il gruppo. Ricordo al mio arrivo che mi diede una grande mano anche a livello familiare e mi aiutò ad inserirmi bene. Una bella persona, nonchè un grande giocatore. Ora ci sono altri ragazzi, una squadra fortissima che può togliersi tante soddisfazioni".

    Come mai Benitez all'Inter, nonostante le vittorie, fece fatica?
    "Arrivare dopo Mourinho ed il Triplete non era facile per nessuno, Rafa con noi vinse due trofei su tre e poi andò via. Forse ebbe qualche problema con i più anziani, io con lui avevo un buon rapporto e mi misi a disposizione senza avere problemi".

    Cinque coppe Italia vinte in carriera, eppure a Napoli è un'altra cosa...
    "Giocare nel Napoli è una cosa bellissima, e lo dico avendo giocato anche con Lazio e Inter che sono grandissime squadre. Quello che ti dà la gente di Napoli ti fa sentire un calciatore vero. Poi le vittorie in Coppa Italia erano festeggiate come se avessimo vinto la Champions. Mi sarebbe piaciuto vincere lo scudetto, non ci siamo riusciti e perciò mi dispiace. Ma a Napoli mi sono tolto belle soddisfazioni, sono stati tre anni bellissimi per me e per la mia famiglia".

    Pepe Reina ha citato 'Benvenuti al Sud' per ricordare Napoli, tu invece...
    "Ho tanti amici a Napoli, mi dispiace esser andato via ma ho deciso io di cambiare. Spero di tornare un giorno e di ritrovarli tutti, Napoli poi è una bellissima città e sarebbe bello già tornarci per salutare gli amici ed una semplice cena...".

    Con la maglia del Napoli hai segnato tante volte alla Juventus, una volta i sismografi registrarono addirittura una scossa di terremoto...
    "Segnare alla Juventus è importante, poi sappiamo che la partita è molto importante per i napoletani stessi che la sentono tanto. E' una cosa bellissima, ricorderò per sempre i due gol al San Paolo ed il gol in Supercoppa. Questi gol non si dimenticano mai...".

    Ti dico un nome, aggiungi qualcosa: Lotito...
    "La Lazio è il passato, per me è stata una squadra importante che mi ha fatto crescere a grandi livelli. Devo ringraziare Delio Rossi per la fiducia e la società che ha creduto in me, poi alla fine s'è rotto qualcosa e le strade si sono divise".

    Josè Mourinho...
    "Un grandissimo allenatore, mi ha fatto vincere tutto e per un calciatore è un sogno vincere quello che ho vinto con lui. Rimarrà nella storia".

    Walter Mazzarri...
    "Un altro che mi ha dato tanto, al mio arrivo a Napoli non stavo bene fisicamente e lui è uno che 'ti rompe tanto' e ti 'ammazza' di lavoro in mezzo al campo. Mi disse che se non fossi riuscito a recuperare sarei dovuto andare via (ride, ndr), questo lo ricorderò sempre di Mazzarri".

    Immaginavi il suo esonero?
    "No, non me lo aspettavo. So come lavora, però l'Inter è una piazza difficile ed i tifosi sono abituati a vincere sempre. Per lui non era facile, sono cambiate tante cose a partire dalla società e mi dispiace. Ho saputo che questo è stato il suo primo esonero, spero torni ad allenare il prima possibile".

    Benitez è in scadenza, che sentore hai anche grazie a quello che magari ti dicono gli amici da Napoli?
    "Non sto seguendo tantissimo il calcio italiano, sento un po' di amici ma non so. Spero rimanga, che continui il progetto di cui parla De Laurentiis e che il prima possibile riporti lo scudetto a Napoli perchè la gente se lo meriterebbe".

    In Serie A, intanto, hai segnato 99 gol. Quando torni per il centesimo? Si parla di Fiorentina e Torino sulle tue tracce...
    "Adesso penso al Galatasaray, ho ancora un anno di contratto qui. Mi farebbe piacere tornare in Italia, spero di farlo un giorno e magari segnare il centesimo gol (ride, ndr). Fiorentina e Torino? Sono due club importanti, ma sinceramente non c'è niente. Non ho sentito nessuno, sono concentrato sul mio lavoro e qui con la mia famiglia mi sento felice".
     

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