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Mauro Tassotti, bandiera storica e grande ex nonchè vice allenatore di molti degli allenatori passati al Milan negli ultimi 20 anni, ha concesso un'intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla a tutto tondo del momento del club rossonero.

CALABRIA E GLI ESTERNI - "Non capisco perché si debba cedere un ragazzo come Calabria che arriva dal vivaio. Certo, assicurerebbe una preziosa plusvalenza. Certo, non ha fatto una buona stagione. Ma io gli darei altre chance. Dumfries sarebbe un prospetto, ma come ho detto io non toglierei chance a Calabria. E Conti è stato penalizzato dagli infortuni, perciò cederlo adesso non avrebbe senso neppure considerando la situazione del bilancio del club. Le sue quotazioni potrebbero risalire"

IBRA - "Logicamente sì. E’ forte, fortissimo, vale un sacrificio economico. Dal Milan ha avuto, al Milan ha dato. L’età è quella che è, ma credo che sia possibile trovare un accordo per restare insieme. C’è l’aspetto tecnico, indiscutibile, e c’è il resto. Rafael Leao ad esempio con lui è cresciuto. E poi se non rimane ci sarebbe da cercare un’altra soluzione. Non sarebbe facile»
LONTANA DA INTER E JUVE - "Dalla vetta il Milan è lontano, perché certamente per il momento Juventus e Inter viaggiano su altri binari. Però non mi sembra che le altre società abbiano fatto tanto per avvicinarsi e credo che con qualche ritocco il Milan possa giocarsela con tutte. Credo che non abbia molto da invidiare alla Lazio e alla Roma. Soltanto, ha bisogno di un po’ di tempo, perché molti giocatori sono giovani e hanno bisogno di fare esperienza. La qualità c’è. Non si fanno tanti punti in un finale di campionato, per quanto strano sia stato quello che in Italia abbiamo vissuto dopo il lockdown, soltanto per caso. La base c’è. Il Milan deve mantenere la continuità di rendimento, poi ci sarà da integrare".

MALDINI - "Va tenuto a prescindere. Per le competenze, per quello che fa, per la sua storia e il valore che il suo nome ha nel mondo. Paolo è il Milan. Dicono che abbia sbagliato qualche scelta: non si mette in croce un dirigente per questo. Bisogna anche dare il tempo di sbagliare. Elliott? Questi proprietari hanno speso, si sono ritrovati fra le mani tanti contratti pesanti, hanno visto sfilare giocatori importanti come Higuain e Bonucci. Il momento è quello che è. Non condanno Elliott"

PIRLO - "Andrea è stato un giocatore magnifico. Fare l’allenatore è un altro mestiere e bisognerà vedere se ce l’ha nel sangue. Ma se la Juve ha scelto, avrà avuto i suoi indizi. Io alla Juve? Nessuno mi ha chiamato e sto bene dove sto. Direi molto bene"