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Federsupporter ha chiesto oggi al Governo l’immediato commissariamento della Federazione italiana gioco calcio. Lo ha chiesto il Presidente dell’Associazione di tutela dei diritti dei tifosi delle discipline sportive, Alfredo Parisi, in una lettera inviata al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega allo Sport , On.le Graziano Delrio. Nella lettera si evidenzia che “Federsupporter, pertanto, insiste, affinché, nell’ambito di un provvedimento legislativo, anzi di un decreto legge, di imminente emanazione, così come preannunciato dal Ministro dell’Interno, avente ad oggetto nuove e/o più severe misure per prevenire e reprimere fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive, venga espressamente disposto il commissariamento ex lege della FIGC, con incarico al Commissario, da nominare in persona provvista di elevati requisiti di onorabilità, professionalità ed autonomia dal mondo del calcio, di presentare, entro un anno dalla nomina, una proposta di riforma organica dell’ordinamento del settore calcistico”

Nella missiva al Sottosegretario Fedrsupporter fa presente di aver già chiesto a Giovanni Malagò, Presidente del Coni, il commissariamento della Figc. “Non si può ritenere, dunque – si legge nella lettera di Federsupporter – che il prossimo rinnovo delle cariche della FIGC possa essere annoverabile come rientrante nell’ambito di una normale ed ordinaria amministrazione, con candidature espresse tutte al proprio interno, figlie, con ogni evidenza, di concertati e predeterminati accordi spartitori di poteri e poltrone, tra soggetti che, da sempre o da tempo, sono stati e sono i coprotagonisti ed i corresponsabili di tutto il negativo e di tutto ciò che, almeno a parole, tutti dicono che sia necessario radicalmente cambiare”.
Inoltre, conclude Federsupporter nella sua lettera, sottolinea che Carlo Tavecchio “il candidato, anzi il nuovo Presidente in pectore della FIGC, si è lasciato andare, in occasione della presentazione della sua candidatura, ad espressioni rozzamente razziste e xenofobe, contrarie alle funzioni istituzionali del CONI, ai principi di cui alla Carta Olimpica ed ai doveri di correttezza, lealtà e probità richiesti dall’ordinamento sportivo ai propri componenti ed esponenti”.