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    Ternana, è Pochesci show: vittoria e lacrime per l'Oronzo Canà della B

    Ternana, è Pochesci show: vittoria e lacrime per l'Oronzo Canà della B

    • Angelo Taglieri
    Aveva promesso spettacolo e calcio offensivo, al suo arrivo in B. E così è: 16 gol fatti, tra i migliori attacchi, e 19 subiti, seconda peggior difesa. A Terni c'è un solo uomo al comando, si chiama Sandro Pochesci. Il tecnico delle Fere è lo showman del campionato cadetto: spettacolare nelle conferenze pre e post partita, incontenibile in panchina nel corso dei 90 minuti, emozionante quando ringrazia i suoi tifosi e i suoi calciatori. Oggi la Ternana centra la seconda vittoria in campionato, vincendo 4-2 contro lo Spezia. E facendolo in perfetto stile Pochesci. 

    LE LACRIME - Sotto 2-0, in casa, per i gol di Marilungo e Granoche, i rossoverdi si rialzano e ribaltano il risultato: Albadoro, Tremolada, Angiulli e Montalto. Vittoria entusiasmante, come Pocheschi. Vittoria di carattere, com'è quello di Pochesci. Vittoria di cuore. E quello, Pochesci, ce l'ha grande. Una volta in conferenza con chi sta dietro le quinte (i magazzinieri), una volta nel post partita con la maglia della Ternana indosso (per ringraziare i tifosi), una volta allo stadio con mamma e papà (e la prima vittoria,e unica fino a oggi, in Serie B, lo scorso 9 settembre), e ora le lacrime. Sì, le lacrime. Un uomo di 54 anni che al gol del definitivo 4-2, in tribuna, perché espulso, esplode in un pianto di gioia, un pianto liberatorio di chi era alla ricerca di una vittoria che mancava da tanto, troppo tempo

    CHE VITA! - Da giocatore ha viaggiato tra Guidonia, Ostia, Viterbo, Sassuolo e Fondi. Da allenatore: giovanili di Roma e Lazio, le prime squadre di Guidonia, Viterbese, Olbia, Flaminia, Monterotondo, Lupa Frascati, Cynthia, Ostia Mare, fino ad arrivare all'Unicusano Fondi nel 2014. Nel frattempo, tra un allenamento e l'altro, faceva il portantino nel reparto dialisi di Ostia, part time. Poi, dopo 3 anni col Fondi, la Ternana, dove le luci della ribalta scoprono il vero Pochesci. Sogna di scendere in campo con il "3-7", racconta che Ibra farebbe fatica a giocare nella sua Ternana, non conosce l'inglese, ha la terza media e fa ragionamenti alla Oronzo Canà ("Dobbiamo giocare senza pensare, non si può pensare in Serie B. Perché se non pensiamo il nostro avversario non capisce ed è un vantaggio per noi"). Ma anche lui, come Canà, ha la sua filosofia: "Fare calcio senza lasciare un segno non ha senso. Già la vita è una merda, dobbiamo essere ambiziosi per prenderci qualcosa di grande. Ci giochiamo tutti qualcosa di molto importante, io per primo". E le lacrime, forse, sono per quello: perché sa che si gioca qualcosa di importante. O forse, semplicemente, perché la vita è una m.... 




     
    @AngeTaglieri88

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