Il Cagliari ha il diritto di far festa. E' salvo. Sì, su questo non c'erano dubbi, ma il conforto dei numeri è sempre più rassicurante. Sicurezza, già. Quella che il Genoa non ha. Aveva il dovere, l'obbligo di vincere per tenere l'Empoli a distanza, invece, ove mai i toscani domani dovessero battere il Torino, si ritroverebbe terzultimo e, quindi, in pieno disastro. Eppure, in nome di quella Ragion di Stato che si chiama salvezza, difesa della serie A, Marassi ritrova la passione del passato e il Genoa quel tifo che da un po' di tempo gli mancava. Certo, ne gode anche Preziosi lasciato in pace quasi per tutta la partita dalla Nord, ma sa bene il presidente che per lui la tregua ha tempi brevi. Che sono i tempi della paura. Della disperazione.

La partita? Nessuno s'aspetta un match da mettere tra i migliori ricordi di pallone, questo è ovvio. E così è. Fisica sì, magari pure un po' nervosa come pretendeva l'importanza, il peso del risultato, ma bella proprio no. Infatti, tutto va come nelle previsioni: con il Genoa - bisogna riconoscerglielo - un poco più animoso, un po’ più battagliero, più cacciatore dei tre punti, insomma, seppure limitato dalla quasi mai eccelsa qualità delle giocate dalla trequarti in su. C'è poco da fare: là davanti gli manca brillantezza, agilità, e quando lavora palle-gol (26' Bessa e 28' Pandev) trova puntualmente Cragno a darsi da fare. Dall'altra parte, il Cagliari sistemandosi in campo con l'identico disegno (3-5-2) mette subito in chiaro metodo e obiettivo. Cerca, vuole il punto dell'aritmetica salvezza, Maran, e quindi la sua squadra se ne sta tranquilla, in posizione di controllo e in attesa, se capita, del colpo che fa male all'avversario, si tiene stretto stretto il suo zero a zero.

Partita che non agita emozioni, insomma. Partita, se si vuole, anche di spessore più basso di quello che ci si aspettava. Ma, si sa, mai fidarsi del pallone. Come riscopre all'improvviso il Genoa che praticamente si ritrova sotto alla prima palla buona che arriva a Pavoletti. La seconda, in verità. Perché un allarme c'era stato già qualche minuto prima. Ma tutto era finito con un corner senza conseguenze. Tutt'altra cosa, invece, quando (40') Pavoloso Pavoletti ammorbidisce in area di rigore un lungo e poco ambizioso cross, controlla, si gira e col destro incrocia con forza e precisione. Può niente, Radu. Assai di più, invece, avrebbe potuto e dovuto fare Gunter, il turco-tedesco che fa di tutto - e ci riesce -  per far rimpiangere Romero, per sfortuna di Prandelli fermato dal giudice sportivo. Ma tant'è.

Al riposo si va col Cagliari in vantaggio e con il Genoa stretto al collo dall'incubo d'un'altra sconfitta. Ma stavolta terribile, pesante, da suicidio. Cosicché, necessariamente e finalmente deve darsi una mossa anche Prandelli. E la prima che può rimediare è tirar via un esterno (Pereira) e "liberare" Kouame per un inedito tridente là davanti. O, per essere precisi, per un attacco a due con Pandev trequartista. Ebbene, Kouame non tradisce. Prende iniziative. Tira ma paradossalmente (62') trova uno dei suoi (Zukanovic) a fare muro e ci riprova poi di testa (68') ma senza far paura a Cragno. Comunque sia, il Genoa è più presente alla partita. E' il Genoa che tiene costantemente basso il Cagliari, anche se non c'è mai forza, convinzione, rabbia, pulizia nelle sue conclusioni.

Disperato, ma pure debole il Genoa che forse fa solo quello che può. Mentre il Cagliari per un acciacco deve rinunciare a Pavoletti (in campo Joao Pedro) e Prandelli s'affida invece a Sanabria (al posto di Lapadula) nella speranza di finanziare con la freschezza dell'ex Betis la speranza d'una disperatissima rimonta. Che come in un copione assai ben scritto, arriva all'ultimo minuto perché Romagna tocca palla in area con il braccio destro e perché il Var convince Doveri che è rigore. E dal dischetto Criscito fa gol per la gioia d'uno stadio che torna almeno a respirare. E non ne fa certo un dramma il Cagliari, al quale basta un punto per prenotare la prossima stagione in serie A. Invece che paura per il Genoa. I suoi guai, infatti, non sono finiti.

IL TABELLINO

Genoa-Cagliari 1-1 (primo tempo 0-1)

 
Marcatori: 40’ p.t. Pavoletti (C), 45’ s.t. Criscito rig. (G) 

Assist: 40’ p.t. Bradaric (C).
 
Genoa (3-5-2): Radu; Biraschi ( st Pezzella), Gunter, Zukanovic; Pereira (1’ st Kouame), Bessa, Radovanovic, Veloso, Criscito; Pandev, Lapadula (29’ st Sanabria). All. C. Prandelli.

Cagliari (3-5-2): Cragno; Cacciatore (31’ st Romagna), Pisacane, Klavan; Srna, Ionita, Bradaric, Barella, Pellegrini; Cerri (35’ st Birsa), Pavoletti (21’ st Joao Pedro). All. R. Maran.
 
Arbitro: P. Valeri di Roma.
 
Ammoniti: 22’ p.t. Klavan (C), 31’ p.t. Criscito (G); 32’ s.t. Veloso (G)

Espulsi: 48’ s.t. Pezzella (G).