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Si scrive Theo, si legge treno. Sì, perché al Milan, a sinistra, c'è una forza della natura, inesauribile, che non si ferma mai. Lo ha fatto vedere sin da subito, sin dall'amichevole estiva col Bayern Monaco, dove per 45 minuti, prima dell'infortunio alla caviglia, ha mostrato tutto il suo repertorio: accelerazioni continue, forza, qualità nel cross, ottimo dribbling. Theo Hernandez è il colpo stagionale del Milan, corteggiato e voluto da Maldini, volato fino in Spagna per conquistarlo. 

ELOGIATO - "​Parla poco, lavora molto. S​i porta dietro una nomea non bellissima sulla sua gestione, ma in questi primi giorni ha lavorato sodo, è stata una scoperta". Così, Marco Giampaolo, che ha iniziato questa stagione sulla panchina rossonera, parlò del francese il 20 luglio scorso.  "​E' un giocatore fortissimo, con tanta potenzialità. E' giovane, deve crescere, ma ci darà una grandissima mano" così, invece, Pepe Reina 2 giorni dopo, il 22. Sintomo che davvero, sin da subito, Theo Hernandez aveva conquistato tutti. 

I NUMERI - Arrivato dal Real Madrid per circa 20 milioni di euro, dopo un anno di prestito alla Real Sociedad, ha firmato un contratto quinquennale, fino al 2024, con la società rossonera. E, dopo l'iniziale infortunio, ha iniziato a prendere le misure: le prime tre presenze, tre ko. Poi...4 gol, 1 assist, ma soprattutto la sensazione che a sinistra, il Milan, può sempre creare qualcosa. Se ne è accorto anche Ibra, a Cagliari: è del 19 rossonero l'assist allo svedese per il suo primo gol del secondo capitolo milanista. E ieri, in Coppa Italia, ha risposto a Piatek: il polacco ha realizzato il quinto gol stagionale, diventando il miglior marcatore della rosa; il francese ha risposto, riprendendolo a primo posto. E, sempre ieri, contro la Spal, è arrivata la certificazione che nell'ultimo vecchio Milan, Theo ci sarebbe stato alla grande. 

LA FIRMA - Sì, perché ieri, a San Siro, era presente anche Adriano Galliani, il dirigente principe del Milan di Silvio Berlusconi. E quando Theo ha recuperato il pallone, partendo dritto, veloce e verticale verso l'area di rigore avversaria, scaraventando il pallone alle spalle di Berisha, l'attuale amministratore delegato del Monza ha fatto una delle sue facce. Esaltazione mista a incredulità, certificazione doc di milanismo vero. Accompagnato dal gesto dell'ok a Maldini, autore del colpo. Theo ha conquistato tutti, da Giampaolo a Pioli (che lo ha bacchettato, da vero allenatore, per l'approccio alla partita), dai compagni ai tifosi, da Maldini a Galliani. E non vuole fermarsi. Del resto, si scrive Theo si legge treno. 
 

@AngeTaglieri88