Una storia dalle mille sfumature quella che ha fatto salire alla ribalta Titti Astarita, capitano della squadra femminile dell’AfroNapoli, e il suo club, nato anni fa a nord di Napoli come avamposto calcistico nella lotta al razzismo (originariamente vi giocavano solo immigrati e clandestini, oggi è la capolista del girone A di Eccellenza in Campania). La Astarita si è candidata con una lista civica di centrodestra, collegata alla Lega di Matteo Salvini, a supporto del candidato sindaco di Marano Luigi Pezzella e a questo punto è scoppiato il putiferio. Come si legge sulla Gazzetta dello Sport, il club le avrebbe voluto chiedere conto di questa scelta, ma alla riunione fissata per venerdì scorso la Astarita non si è presentata, al pari delle sue compagne che poi domenica si sono poi rifiutate di scendere in campo per la Coppa Campania. Ora è il momento di chiarirsi perché l’iscrizione al campionato di C-1 femminile dell’Afro Napoli è a rischio e lo è anche l’immagine di tutti i protagonisti della vicenda. 

"Abbiamo appreso via Facebook della candidatura della Astarita - afferma il presidente dell’Afro Napoli, Antonino Gargiulo -. Lei conosce benissimo i nostri valori e ci ha spiazzati. Tuttavia, siamo pronti a incontrare Titti e le altre ragazze per trovare un punto di incontro, altrimenti non potremo disputare il campionato". 
La Astarita da parte sua appare decisa ad andare avanti: "Non vado contro i principi dell’AfroNapoli e non sono razzista solo perché candidata in una lista civica vicina a Salvini. Non si possono lasciare così tante ragazze senza squadra a pochi giorni dall’inizio della stagione per ragioni politiche, sarebbe davvero assurdo". 
Neppure Salvini è rimasto a guardare: "Gli unici razzisti sono i buonisti di sinistra - ha twittato -. Tenete la politica fuori dallo sport".