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Il sorpasso sull’Inter per Tonali è cosa fatta. Questo non significa che il talento del Brescia verrà “certissimamente” al Milan, giusto per usare un’espressione tanto cara a un ex dirigente del Milan che ha appena realizzato il sogno di organizzare un’amichevole tra le sue due squadre.

Di sicuro però le durissime parole del presidente Cellino che metteva in dubbio l’identità della proprietà rossonera e soprattutto la solidità economica della scorsa primavera sono ormai un lontano ricordo. A sentire lui a febbraio-marzo, mentre apriva l’asta per Tonali, il Milan sarebbe stata l’ultima opzione per il gioiellino di casa. E invece ci si ritrova a ridosso dell’inizio del nuovo campionato con i rossoneri che sono in ”pole position” per il suo ingaggio.

Mettiamo in chiaro alcuni concetti fondamentali.

Primo: Cellino cede Tonali a chi gli fa l’offerta migliore.
Secondo: nelle scelte di Tonali non conta nulla la fede calcistica del ragazzo, ma contano, come giusto che sia per un professionista, le cifre dell’ingaggio e le prospettive di carriera. Per quanto riguarda queste ultime, non neghiamocelo, in questi anni il Milan non è in cima alla lista dei desideri dei giocatori in ascesa. Sicuramente Juventus e Inter sono più ambite.
Ergo: se il Milan riesce a prendere Tonali significa che lo paga a Cellino più di quanto non vogliano offrire Juve e Inter.

La scelta delle due prime della classe ci sta perché entrambe, come confermato dallo stesso Conte, sono alla ricerca soprattutto di giocatori fatti e finiti, giocatori che non subiscano l’impatto della Champions League o della lotta per il primato. Entrambe, soprattutto l’Inter, sono disposte a partecipare all’asta, ma non a fare di tutto per aggiudicarsi Tonali. Per intenderci l’Inter non sembra intenzionata a replicare l’operazione Barella di un anno fa.
E allora ben venga il Milan, dove Tonali troverebbe un ambiente ideale per giocare titolare e completare il suo percorso di crescita. In uno spogliatoio finalmente risanato e riorganizzato dopo l’avvento di Ibra. Tonali al Milan sarebbe e sarà titolare, cosa che né l’Inter né tantomeno la Juve gli garantirebbero. Naturalmente se il Milan dovesse prendere Tonali a 38 milioni o giù di lì si tratterebbe dell’unica grande operazione di mercato dell’estate e si punterebbe tutto sul giovane bresciano. Un bel rischio che vale la pena di correre e una bella responsabilità per lui.

A questo proposito ricordiamoci che Tonali è Tonali. Non è Pirlo. Che pure trovò non poche difficoltà nel primo anno di un’Inter “infernale” giusto per utilizzare l’espressione che Vieri utilizzò per definire il contesto dell’epoca. Le uniche analogie tra i due sono la provenienza bresciana e la giovane età, per il resto sono molte le differenza di testa, piedi e ruolo. E di questo bisognerà tenerne conto evitando di caricare sulle spalle del ragazzo pressioni esagerate.

In realtà c’è un’altra piccola analogia che riguarda l’obbligo di cessione da parte del club biancazzurro o bianco blu che dir si voglia. Si, perché anche Pirlo passò all’Inter nell’estate della retrocessione della Leonessa, quando cioè Corioni non poteva fare a meno di cederlo. Esattamente come Cellino quest’anno sa perfettamente che non può esimersi dal far partire la pietra più preziosa della sua gioielleria. Ma l’abilità del presidente sardo è proprio quella di riuscire a creare un’asta anche su un giocatore che è obbligato a cedere. Del resto conosciamo perfettamente la furbizia e la spregiudicatezza di Cellino. E di queste caratteristiche il Milan, ma anche l’Inter, dovranno tenere conto fino al giorno in cui sarà firmato il passaggio di proprietà del cartellino di Tonali.

Con Cellino qualsiasi esito imprevedibile può realizzarsi. Vi ricordate ad esempio quando venne a sapere che Suazo aveva già un contratto con l’Inter e lui lo cedette al Milan con tanto di annuncio ufficiale sul sito? Alla fine per non perderlo l’Inter fu costretta a pagarlo di più al Cagliari. Attenzione che anche stavolta non accada la stessa cosa. Da una parte o dall’altra del Naviglio.