Questa mattina il direttore sportivo del Torino Gianluca Petrachi ha raggiunto Bormio, sede del ritiro estivo della squadra allenata da Walter Mazzarri. E proprio dalla località montana della Valtellina il dirigente granata ha fatto il punto sul mercato della società granata. 

"La nostra prima mossa è stata quella di trattenere i giocatori, abbiamo così detto no a una serie di richieste, come nel caso di Sirigu che ha scelto di restare e poi ha rinnovato.
Mazzarri  aveva una richiesta urgente: avere la difesa al completo per l’inizio del ritiro.
Così sono arrivati Izzo e Bremer, che ci tengo a precisare che non è una seconda scelta. Noi volevamo anche Verissimo, oltre a Bremer, li avremmo presi entrambi, ma  le regole federali sugli extracomunitari e il comportamento del Santos ci hanno portati a una scelta. La difesa è a posto ora, aspettiamo anche Lyanco. Su di lui crediamo moltissimo, a settembre avrà finito il percorso di recupero, piace a mezza Europa perché ha davvero qualità. Così come Bonifazi: altro giovane di grandi potenzialità".

Petrachi ha poi parlato anche dell'affare non andato in porto con la Roma per Bruno Peres. "Su Bruno Peres noi ci siamo mossi con largo anticipo, avevamo chiuso con la Roma a fine maggio ma la volontà della famiglia ha reso impossibile tutto. Peccato, l’ho detto chiaramente anche al giocatore, ha sprecato una grande occasione, poteva tornare a casa a 35 anni".
"L’idea di Mazzarri è quella di cominciare la stagione con un organico di 21-22 giocatori più 4-5 ragazzi della Primavera. Incedibili? Quello che abbiamo detto più volte è che resta chi è convinto, chi è pronto a dare al toro il 110 per cento che chiede Mazzarri. Il nostro mercato è diviso in tre fasi, la prima era mantenere l’ossatura della squadra che Mazzarri ha scoperto piano piano nei mesi scorsi. La seconda sarà sfoltire il gruppo, la terza cogliere le occasioni per rifinirlo, se ci saranno".
 
Poi, sul reparto offensivo. "Sui 21-22 però ci sono troppi attaccanti? Mazzarri ne vuole 4 più un giovane, ora noi abbiamo Belotti, Iago Falque, Niang e Ljajic, che all'occorrenza può fare anche il centrocampista, più Edera che è  un giovane. Ora valuteremo le richieste del mercato perché ragazzi come Parigini e Boyé sarebbe opportuno che potessero giocare con continuità. Se quindi partono Ljajic e Niang? Valgono anche per loro i ragionamenti fatti per tutti. Chi resta deve spendersi per il Toro".

Il ds del Torino ha anche presentato i nuovi acquisti del Torino: "Noi ci siamo mossi, abbiamo speso 10 milioni per Izzo, 3,5 per il riscatto di Nkoulou e quasi 6 per Bremer. Poi c’è Meité, un ragazzo che seguivo da un paio d’anni e che volevano diversi club in Europa. Ringrazio il suo procuratore Neuber perché insieme allo stesso Souailho hanno scelto il Torino rinunciando al Bordeaux (che aveva messo sul piatto 12 milioni) a una inglese e una grande squadra tedesche, disposte anche a spendere, sono convinto abbia tutto per fare bene. Molto bene".

Petrachi ha infine parlato di Belotti e del colpo di mercato messo a segno dalla Juventus: Cristiano Ronaldo. "Belotti è partito convinto quest’anno? Gli ho parlato, nonostante tutti i problemi dell’anno scorso è andato in doppia cifra. Ora non è al centro di tanti discorsi e quindi è più tranquillo anche se è ovviamente al centro di mille attenzioni ma senza il peso che questo comporta. Deve lavorare e capire che la prima cosa per lui è stare bene fisicamente. Quanto pesa l’arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino? È un giocatore di  un appeal straordinario che innalza il livello del nostro campionato. Sarà più facile credo convincere altri giocatori a venire in Italia".