Il Torino non meritava di perdere, la Juve non meritava di vincere. Così un derby destinato a finire pari e senza gol è stato deciso da un calcio di rigore provocato da Ichazo (68’), sostituto di Sirigu dal 20’ del primo tempo, trasformato da Cristiano Ronaldo (69’).

Scritta così, non si può proprio capire che il portiere di riserva del Toro ha sfiorato una serata da eroe. Se, infatti, egli non ha alcuna responsabilità sul fallo ai danni di Mandzukic (la colpa è di Zaza che gli appoggia in area un pallone corto), bisogna ricordare che non solo ha intuito il rigore di Ronaldo, ma è arrivato a toccare il pallone con il palmo della mano. Purtroppo per lui e per il Toro, non è riuscito a deviarlo perché si è buttato con una frazione di secondo di ritardo. E la Juve, ancora una volta, deve ringraziare un ex per la sua sbadataggine.

Venerdì scorso è stato Asamoah a permettere a Mandzukic di segnare il gol decisivo contro l’Inter. Nel derby di Torino, Zaza che prometteva di essere un velenosissimo ex, ha combinato una frittata addirittura peggiore dell’interista. Se, infatti, sarebbe stato da lodare il suo ripiegamento difensivo su Bonucci, altrettanto non si può dire del passaggio all’indietro. Troppo molle, troppo morbido e, soprattutto, troppo prevedibile. Mandzukic, che aveva carpito le intenzioni del granata, si è messo tra la palla ed Ichazo, anticipandolo di netto. Così il portiere gli è saltato sui piedi. 

Solo chi non ha mai giocato a calcio può sostenere che Ichazo avrebbe dovuto evitare l’intervento cercando di accompagnare il croato verso la linea di fondo. Primo, perché Ichazo non è un difensore ma, per definizione, l’ultimo uomo. Secondo, perché il calcio è istinto allo stato puro. Prima si agisce e poi si pensa. Anzi chi pensa - come ha fatto ancora troppe volte Ronaldo - riesce a far fruttare pochi palloni.

Nonostante il gol che lo porta a quota 11 (con il beneficio di tre calci di rigore), in testa alla classifica dei marcatori, Ronaldo ha mancato un gol nel finale (“ha pensato troppo” ha spiegato la voce tecnica Dario Marcolin) e ha sottratto, con un un tocco di testa da posizione di fuorigioco, il raddoppio a Mandzukic (72’, gol annullato). Il portoghese non è in forma, sbaglia troppi palloni, si intestardisce in dribbling cervellotici e, quando gli capita l’occasione irrinunciabile, trova sempre tra sé e il gol qualcosa o qualcuno. A Berna sono stati i legni della porta degli svizzeri. All’Olimpico una grande parata di Sirigu (15’), dopo che Matuidi aveva trovato in area Ronaldo (tiro al volo di destro) libero da qualsiasi marcatura. L’intervento di Sirigu è stato l’ultimo di una partita sfortunata. Poco prima, infatti, da calcio d’angolo, Emre Can l’aveva colpito in volo, del tutto involontariamente, al fianco sinistro. Il portiere, pur sofferente, ha continuato, si è opposto a Ronaldo splendidamente, ma poi ha lasciato a Ichazo. 

L’episodio avrebbe potuto avere un’incidenza sulla gara soprattutto in rapporto alle zero presenze di Ichazo in campionato e di una sola utilizzazione in Coppa Italia. Invece, a parte qualche rinvio sbilenco, il portiere non ha fatto danni, visto che non me la sento proprio di ascrivergli colpe in occasione del rigore.

A proposito di rigori. Uno l’ha reclamato, pur senza clamore, anche il Torino. Alex Sandro (54’) ha trattenuto Zaza trascinandolo a terra. L’arbitro Guida ha giudicato che fosse stato l’attaccante del Toro ad appoggiarsi sul brasiliano che poi ha lavorato sul tronco e sulle braccia dell’avversario per contrastarlo. Rivista al Var la situazione avrebbe meritato un controllo da parte dell’arbitro. Tuttavia, secondo me, non è questo episodio a inficiare la vittoria della Juve.

Pur riconoscendole diverse attenuanti (le appena 72 ore dalla partita con lo Young Boys, la assenze di Cancelo e Bentancur, la condizione ancora approssimativa di Alex Sandro), la squadra di Allegri non ha giocato bene e soprattutto Ronaldo e Dybala insieme non hanno brillato (tema con cui avevo introdotto la partita alla vigilia), Pjanic ha passeggiato, mentre ha fatto bene la difesa, compresi Perin (alla terza presenza in campionato) e De Sciglio, osservati speciali per ragioni diverse.

Forse con Iago Falque (acciaccato) il Toro sarebbe stato più pericoloso. Però Mazzarri per oltre un’ora ha tenuto in scacco la Juve con pressing a tutto campo, Rincon quasi fisso su Pjanic, Belotti a fare da seconda punta (e a sobbarcarsi chiusure e ripartenze) dietro a Zaza. Intelligente la mossa di dividere gli spazi tra i due in verticale anche se nel confronto diretto, Bonucci e Chiellini hanno sempre avuto la meglio. Poche le occasioni sia nel primo che nel secondo. A quella iniziale di Ronaldo ha replicato Belotti (33’, assist di testa per Izzo anticipato da Perin). Dopo l’intervallo Izzo (54’) di testa, alto. Matuidi (55’), servito da Alex Sandro con un cross basso,  anticipato da Ichazo. Al 58’ la migliore azione della Juve. Ronaldo da sinistra ha messo in mezzo per Mandzukic che di testa ha cercato Dybala. Girata e respinta fortuita di Baselli. Nell’ultima mezz’ora il Toro è calato. Lo si è visto da come si è attenuato il pressing, condizione che ha permesso alla Juve un giro palla più convincente.

Però senza Zaza sarebbe finita pari. Il suo errore, troppo pesante, ha deciso un derby brutto e statico. Meritavamo di meglio noi appassionati e guardoni. Meritava un punto il Toro. Ma la Juve non lascia mai niente.

 
IL TABELLINO

Torino-Juventus 0-1 (primo tempo 0-0) 

Marcatori: 25’ s.t. Ronaldo rig. (J)

Torino (3-5-2): Sirigu (20’ p.t. Ichazo); Izzo, Nkoulou, Djidji; Aina (40’ s.t. Berenguer), Meité, Rincon, Baselli, Ansaldi (30’ s.t. Parigini); Zaza, Belotti. All. Mazzarri

Juventus (4-3-3): Perin; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Emre Can, Matuidi; Dybala, Ronaldo, Mandzukic. All. Allegri.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata

Ammoniti: 27’ p.t. Zaza (T), 3’ s.t. Pjanic (J), 6’ s.t. Emre Can (J), 25’ s.t. Ronaldo (J), 27’ s.t. Ansaldi (T), 47' s.t. Perin (J)