Commenta per primo

La Fondazione divisa a metà: "Pochi soldi", "Segnale decisivo".
"Mancava solo Cairo, ora il Fila può rinascere".
Cairo dixit e  una parte della Torino granata per una volta ritrova un sorriso spontaneo per il suo presidente. Il patron del Toro ha ufficializzato l’impegno economico per la ricostruzione del Filadelfia davanti al sindaco della Città, Fassino: «Un milione di euro attraverso la costituenda Fondazione intitolata alla mamma, Maria Giulia Castelli Cairo». È la prima volta dal 2005 che “papa Urbano” si espone concretamente per il campo che vide estasiare anche i non tifosi di Valentino Mazzola e compagni.

«Mi fa molto piacere - esordisce Domenico Beccaria, uno dei due rappresentanti dei tifosi nel cda della Fondazione Filadelfia - perchè entrano finalmente dei soldi veri nella Fondazione. Finora quelli promessi da Comune e Regione sembrano i soldini del Monopoli. Comunque, questa previsione economica fatta da Cairo aiuta tecnicamente la Fondazione a non essere sciolta proprio perchè in cassa entra denaro sonanti e dal punto di vista politico dà un ulteriore senso di credibilità al progetto di ricostruzione. Progetto di massima che sarà spero pronto a fine anno, anche se ci sono alcuni spigoli da limare nell’assegnazione degli spazi. Stavolta però sono fiducioso».

Stessa sintonia umorale dal rappresentante della Regione nel cda, Gianluca Vignale. «La dichiarazione di Cairo va in continuità con il lavoro svolto da noi finora. Però è fondamentale più che il milione di euro per la ricostruzione, il fatto che Cairo dichiari di accollarsi i futuri costi di gestione e manutenzione dell’impianto. Io credo che il nuovo Fila possa essere realizzato con 8-10 milioni di euro. E con i 3,5 milioni di euro del Comune, i nostri 3,5 (per il mutuo, ndr) e il milione di Cairo si arriva a 8, due li potremo chiedere ai tifosi ma non subito, solo a cantiere aperto. Il mio sogno sarebbe inaugurare il nuovo Fila il 4 maggio 2015».

Meno soddisfatti gli altri due rappresentanti del cda della Fondazione. Il presidente Luigi Chiabrera è parco di commenti. «Prendo atto della cifra dichiarata anche se a me risultava che l’impegno economico sarebbe stato diverso. Penso anche che la struttura che sarà la casa del Toro, il luogo d’allenamento, avrebbe potuto richiedere un investimento più sostanzioso». «Mi auguro per prima cosa che Cairo voglia ribadire l’impegno anche davanti al cda - chiosa l’avvocato Andrea Voltolini, neo entrato nel cda - e seppure un milione a fondo perso sia pur sempre onorevole vorrei sentire parlare anche di canone d’affitto per un progetto di ricostruzione che è innovativo e accattivante».

La battaglia più intensa si sposterà ora su quei 4mila metri quadrati di area commerciale che rendono il campo del Grande Torino affascinante anche ai cuori (portafogli) non granata.