Commenta per primo

Dovevano suonare a festa le campane granata per celebrare il titolo di campione d'inverno all'ora di pranzo con Emiliano Mondonico in tribuna e contro un AlbinoLeffe sempre battuto a Torino, ma alla fine all'Olimpico è suonato solo un campanello per il Toro. D'allarme, però, perché lo 0-0 nella prima partita italiana del 2012 (più espulsi che emozioni) è troppo brutto ed indigesto per poter essere archiviato con un buffetto da Ventura.

La filosofia positiva del tecnico genovese («Siamo imbattuti in casa e primi in classifica da mesi», sottolinea) questa volta si scontra con la realtà di un campionato riaperto grazie alle frenate del Toro a cavallo della sosta (ko con Padova e Modena, pari con l'AlbinoLeffe) e alle vittorie di Verona, Sassuolo, Pescara e Padova. E così oltre al danno di non aver saputo vincere una partita casalinga alla portata, si è aggiunta la beffa di veder eroso tutto il vantaggio collezionato. Il Torino può giustamente esultare per aver girato a quota 42 questa serie B, ma ora deve preoccuparsi perché in quattro punti ci sono cinque squadre. Di fatto è come se si ripartisse da zero dalla prima di ritorno ed è lo stesso Ventura a prevedere nuove difficoltà in arrivo. «Lo strattone non l'abbiamo dato - analizza - ed ora sarà un campionato diverso. Si dovrà sudare fino alla fine perché non siamo uno schiacciasassi e dare qualità alla squadra col solo lavoro è dura».

Il campanello d'allarme servirà dunque a svegliare un Toro finora rimasto addormentato sul mercato. Le dirette concorrenti per la promozione hanno già battuto i primi colpi (Missiroli al Sassuolo e Jeda al Verona) e nel frattempo hanno quasi colmato il gap in classifica (rispettivamente -2 e -1). I granata, invece, hanno trasmesso l'input di non voler rompere gli equilibri del gruppo capolista ed eventualmente aspetteranno le occasioni giuste. «Se ci sono giocatori che possono migliorarci ben vengano - ha ripetuto ancora ieri Ventura -, ma se il mercato non li offre o non c'è la possibilità, io non cerco una punta in più o un esterno da aggiungere agli otto che ho già». Tutto vero, ma con un attacco che segna poco (25 gol in 21 partite) e le fasce tutte da valutare (vedi i giovani che vanno ad intermittenza e il ritorno futuribile di Guberti), ora il Toro deve scegliere e puntare su un rinforzo vero e di qualità: o un esterno o una punta, magari anticipando anche l'investimento da fare a giugno in caso di promozione. Le manovre di mercato del Toro ruotano attorno al ruolo di Antenucci, ieri utilizzato ottimamente come spalla di Bianchi, e al destino del nervoso Ebagua (espulso per proteste dopo 9 minuti con il Toro già in dieci per il rosso a Iori). Con il Verona si può trattare lo scambio con l'esterno Juanito Gomez (ieri autore del gol vittoria sul Modena, 2-1 in rimonta), mentre tra gli obiettivi per la corsia sinistra c'è l'ala Romain Alessandrini, classe 1989, in forza al Clermont (serie B francese) e resiste Gimenez del Bologna.

La maledizione della prima sfida dell'anno (ultima vittoria nell'Epifania del 2005) ha così colpito ancora. «Questi sono due punti persi - ammette Mirco Antenucci, che ha timbrato un palo nella ripresa - perché non ha funzionato la finalizzazione. Abbiamo creato tante occasioni, nonostante avessimo pochi spazi, ma non le abbiamo sfruttate». Un vizio antico, acuito dall'astinenza e dagli errori di Bianchi (tre mesi a secco di gol), che ora appesantisce un Toro apparso imballato dal lavoro svolto a Malta e poco lucido nella manovra. Contro i bergamaschi si sono rivisti i lanci lunghi per le punte ed uno scarsissimo movimento senza palla dei granata. Tutti aspetti che potranno essere corretti in vista della prova d'appello contro l'Ascoli, sabato prossimo all'Olimpico, e soprattutto per il nuovo campionato che si apre. Il Toro si fa forza con la cabala (solo in tre occasioni, da quando la vittoria vale 3 punti, chi ha conquistato il titolo d'inverno non ce l'ha fatta in primavera) e con il precedente della scorsa stagione (Novara e Atalanta girarono con 42 punti), ma ora non si possono sprecare più giorni, occasioni e punti.