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Una pesante sconfitta nel derby contro la Juventus, due deludenti pareggi contro Verona e Crotone, un ko interno contro la Roma. Nelle ultime quattro partite il Torino ha raccolto solamente due punti, scivolando sempre più in basso in classifica: troppo poco per una squadra che ambisce alle prime sette posizioni della classifica e che ha come obiettivo la qualificazione ad un coppa europea. Come accaduto alla squadra di Ventura due stagioni fa, dopo il 4-0 subito allo Stadium, qualcosa nel Toro di Mihajlovic sembra essersi rotto e anche l'allenatore non appare più lo stesso.

Nei novanta minuti di partita Alisson non ha dovuto fare neanche una parata, se non fosse stato per quel cartellino giallo ricevuto nel secondo tempo per perdita di tempo non ci si sarebbe nemmeno accorti della presenza in campo del portiere brasiliano. L'assenza per infortunio di Andrea Belotti non può essere una valida scusante. Era impensabile che il Gallo potesse giocare tutte le 38 partite di campionato, più quelle di Coppa Italia: possibile che Sinisa Mihajlovic non abbia studiato soluzioni efficaci per sopperire a una eventuale assenza del suo numero 9? Così invece sembrerebbe dalle poche spiegazioni date da un allenatore che appare sempre più nervoso e in difficoltà davanti ai problemi del suo Torino.

Anche quella grinta che in poco tempo lo ha fatto entrare nel cuore dei tifosi ultimamente si vede poco: “Abbiamo dominato per 90 minuti”, aveva dichiarato dopo la partita con il Crotone, “La Roma non ha mai creato poco come oggi”, ha concluso ieri. Quello delle ultime settimane sembra un Mihajlovic nervoso ma arrendevole, incapace di inquadrare e risolvere i problemi del suo Torino.   La squadra granata ha bisogno di ritrovare il proprio leader in panchina, altrimenti il rischio di viveve un'altra stagione anonima diventerebbe sempre più grande.