218
Eppure i calciatori, quando vogliono, sono dei maestri nel dare risposte banali, nel non scoprirsi troppo davanti ai giornalisti e dribblare le domande. "Ho giocato poco? Sono a disposizione del mister", "L'obiettivo? Pensiamo a una partita per volta": quante volte abbiamo letto o sentito risposte di questo tipo? Tante, anche troppe. In certi casi sarebbe però una scelta molto più saggia dare questo tipo risposte anziché fare altre affermazioni, come prendersela con i propri ex tifosi. Capito Bremer? 

“So che i tifosi del Toro hanno preso male il mio passaggio alla Juve. Ma a loro chiedo se per i loro figli non spererebbero in qualcosa di migliore. Avrebbero detto di no se avesse riguardato i loro figli? Ho scelto così, voglio vincere, migliorare sempre, non c'è niente di male. Questo è il mio lavoro, non ho mai detto che non sarei andato alla Juve, giusto venire qui”. Forse un tifoso della Juventus non ci vede nulla di male a leggere questa risposta del difensore Brasile, a uno del Toro invece aumenta il nervoso. La sua scelta è certamente legittima ma è chiaro che in quattro anni Bremer è riuscito a migliorare tantissimo come calciatore ma non ha capito nulla di cosa sia il Toro (e questo lo si era capito anche dopo essersi professato tifoso granata su Instagram subito dopo aver firmato con la Juventus). 
“Ma a loro chiedo se per i loro figli non spererebbero in qualcosa di migliore. Ho scelto così, voglio vincere, migliorare sempre, non c'è niente di male”. Bremer non ha probabilmente neppure, capito che nessuno se l’è presa con lui per il fatto di aver cambiato squadra, per essere andato in una più forte, protagonista anche in Champions League, se fosse finito all’Inter, al Chelsea, al Real Madrid o in qualunque altra squadra nessuno gli avrebbe detto nulla. Invece ha scelto la Juventus (forse perché l’offerta economica era migliore? Questo il difensore, mentre se la prendeva con i tifosi, si è dimenticato di specificarlo) e per vari motivi, anche questioni storiche e culturali, un tifoso del Toro questo non lo può accettare. Probabilmente a Bremer non sono state spiegate le ragioni della rivalità tra Torino e Juventus, non le ha capite o nei quattro anni passati in granata non gli è mai importato saperlo. 

“Non ho mai detto che non sarei andato alla Juve”. E chi era quel giocatore, che dopo l’ultima partita dello scorso campionato, saltellava sotto la Maratona al coro “Chi non salta bianconero è”? Vero, a parole non l’ha mai detto ma sembra un po’ la storia del ragazzo fedifrago che, dopo essere stato beccato a letto con un’altra, stupendosi dell’arrabbiatura della fidanzata si giustifica spiegando di non aver mai esplicitamente detto che sarebbe rimasto fedele. A volte sarebbe meglio tacere. Questo era il caso.