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Altro derby, altra vittoria della Juventus, altra decisione arbitrale che sfavorisce il Torino, altre vibranti proteste granata nel post partita. Cairo, Comi, Belotti, Izzo: tutti a lamentarsi per quel mani in area di De Ligt al 12’ che Doveri non ha sanzionato. Stavolta, però, a differenza di quanto avvenuto con altri episodi in derby del recente passato, non si può affermare con inconfutabile certezza che quello dell’arbitro sia stato un errore perché il tocco con il braccio del difensore olandese può essere interpretato sia come regolare che come falloso. La sensazione che il Torino sia stato danneggiato resta però forte, basti pensare che se la stessa deviazione con il braccio di De Ligt fosse avvenuta a centrocampo, il fallo sarebbe stato certamente fischiato: comprensibile allora anche la rabbia di quei tifosi che si chiedono se Doveri avrebbe preso la stessa decisione nel caso in cui, lo stesso episodio, fosse avvenuto nell’area di rigore del Torino con protagonista Izzo o Bremer anziché De Ligt. Sarà sfortunata la formazione granata, ma nei derby episodi interpretabili in modi diversi alla fine premiano sempre la stessa squadra (basti pensare alla trattenuta di Alex Sandro su Zaza lo scorso anno, per non andare troppo indietro nel tempo). 

Rigore o non rigore, però, il Torino prima che con l’arbitro deve recriminare con se stesso per l’ennesima sconfitta subita in questo inizio di campionato. Certo, rispetto alle ultime settimane contro la Juventus si sono visti dei passi avanti dal puto di visto dell’aggressività, della voglia di fare risultato, ma non è bastata. O meglio, è bastata solamente a Walter Mazzarri che ha così potuto salvare, almeno per un’altra settimana, la propria panchina: se contro nel derby si fosse visto lo stesso Torino spento di tre giorni prima contro la Lazio, l’allenatore toscano a quest’ora sarebbe già stato esonerato, invece sarà la partita di sabato prossimo a Brescia a decidere il suo futuro. Al Rigamonti non gli basterà il gioco, servirà anche una vittoria.