Commenta per primo
In un periodo come questo, in cui il calcio ha perso anche il suo status di “cosa più importante delle cose meno importanti”, come diceva Arrigo Sacchi, ci ha pensato Kamil Glik a far sognare, ancora una volta, i tifosi del Torino. Proprio come ha fatto per anni con i suoi recuperi, gli anticipi e anche qualche gol. E’ bastata una frase detta nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport per riaccendere l’entusiasmo: “Al Toro sono ancora legato: il granata lo sento mio. Tornare? Se qualcuno mi dovesse chiamare se ne potrebbe parlare”. 

Ha 32 anni ma sa ancora fare molto bene il proprio mestiere. Rispetto a quello che era quando ha lasciato il Torino nel 2016 è maturato molto e ha accumulato diverse importanti esperienze: con il Monaco ha vinto un campionato francese e giocato in tre edizioni della Champions League (arrivando fino alla semifinale nel 2016/2017), con la sua Polonia ha giocato il Mondiale del 2018 in Russia. 
La prossima sessione di mercato, qualunque sia il giorno in cui inizierà, sarà quella dell’ennesima rivoluzione, dell’ennesima ripartenza in casa Torino. In tanti partiranno, soprattutto in difesa dove due pilastri come Armando Izzo e Nicolas Nkoulou appaiono già con le valigie in mano: sostituirli con un giocatore amato dalla piazza come lo è Glik potrebbe essere la mossa giusta per ridare entusiasmo all'ambiente. E dopo questa stagione travagliata da parte della squadra, ma soprattutto dopo le ultime settimane di preoccupazione e dolore per via del Coronavirus, un po’ di entusiasmo anche dal calcio è necessario. D’altronde, tornando a citare Sacchi, anche il calcio dovrà tornare a essere “la cosa più importante delle cose meno importanti”