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Il 3-1 ottenuto due settimane fa contro la Lazio aveva illuso un po' tutti, sembrava che il Torino avesse finalmente trovato la strada giusta da imboccare per andare in Europa. “Questa vittoria ci ha stappati come una bottiglia di champagne” aveva anche trionfalmente affermato Sinisa Mihajlovic: le sue non sono sembrate parole dette a caso, ma una verità dimostrata anche dal 2-1 con cui la formazione granata ha superato mercoledì la Roma in Coppa Italia. Dopo questi straordinari risultati contro due delle “grandi” del campionato era quindi lecito aspettarsi un Toro bello, divertente e soprattutto vincente anche contro la molto più modesta Spal. Invece sembra proprio che alla bottiglia di champagne sia stato già rimesso il tappo ancora prima di berla.

Dopo una mezz'ora iniziale giocata con l'attenzione e la voglia giusta, nella quale Iago Falque ha anche messo a segno una doppietta in rapida successione, il Torino si è pian piano spento, ha pensato che ormai il risultato fosse già in cassaforte. Ha lasciato il pallino del gioco agli avversari che, pur non essendo dotati di giocatori dalla tecnica sopraffina o di attaccanti da 100 milioni di euro, hanno dimostrato di avere grinta e determinazione da vendere, riuscendo a rimontare due gol e sfiorandone anche altri. Solo nel finale, sul 2-2, il Toro ha ripreso ad attaccare ma, dopo una partita giocata per lo più con sufficienza, non può permettersi neanche di recriminare per quel gol sfiorato al 94' con Belotti.
Grande con le grandi e piccolo con le piccole: è questo il Torino di Sinisa Mihajlovic che per l'ennesima volta in questa stagione getta alle ortiche una possibile vittoria per una questione di atteggiamento, di mentalità. Già contro il Verona si era fatto rimontare due gol, contro il Crotone aveva invece rischiato di perdere, trovando il gol del pari solo in pieno recupero, e ora contro la Spal ha raccolto un altro misero punto: se non si riesce ad andare oltre al 2-2 contro tre delle ultime quattro della classifica (soprattutto se si considera che in due occasioni si era in vantaggio di due reti) non si va in Europa. E non si merita neanche di andarci.