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  • Toromania:| L'esercito dei salvatori della patria

    Toromania:| L'esercito dei salvatori della patria

    E' arrivato il salvatore della patria. Da oggi il Toro può sognare e diventare grande. Il grande colpo di mercato che si è fatto attendere praticamente per un anno si è concretizzato. Non è Messi, né un Van Persie qualunque: è Alessio Cerci. Vabbè, bisogna sapersi accontentare. Ora non ce ne voglia Cerci che - battute a parte - è un ottimo giocatore, dotato di grandi colpi (anche di... testa), ma generare tanta attesa e aspettativa per ogni singolo nuovo arrivo di questo mercato granata è qualcosa di deprimente e deleterio. Ci sono i tifosi che si accontentano e gridano ai contestatori: 'Ma cosa vi aspettavate?', 'Smettetela, non siete mai contenti', 'Cosa doveva fare di più Cairo?'.

    Ebbene, queste tre invettive-provocazioni hanno le loro risposte: innanzitutto una parte di tifosi (è bene specificare che non tutti la pensano così, sia chiaro) si aspettava di avere la squadra pronta per l'80 percento il 13 luglio e non il 23 agosto. E su questo anche Ventura, è risaputo, concorda. Sull'essere più o meno contenti di quanto fatto finora ci sarebbe poi da discutere: davvero si pensa che questa campagna acquisti sia all'altezza di un Toro che torna in Serie A? Magari questa squadra si salverà anche con dieci turni d'anticipo e stupirà tutti, ma allora a maggior ragione è giusto rammaricarsi: a cosa avrebbe potuto ambire il Toro se il presidente e il suo fido direttore sportivo non si fossero risparmiati (perché è impossibile pensare che non sia così)?

    A tal proposito si risponde indirettamente anche alla terza domanda dei fedelissimi di Cairo, e del 'se non c'era lui non esisteremmo più': cosa doveva fare di più l'editore alessandrino? Semplice: quello che aveva fatto, insieme con Petrachi, un anno fa, ovvero dare a Ventura una squadra pressoché completa in tempi più che ragionevoli. Se quanto detto è discutibile, allora potremmo pensare che Ventura sia impazzito a chiedere ancora oggi quattro - tre, con l'arrivo di Cerci - rinforzi per la sua squadra. Il discorso è molto semplice: se i 'buonisti' e la dirigenza del Toro hanno ragione, allora Ventura e i 'criticoni' non capiscono nulla. Non ci sono vie di mezzo.

    Tutto ciò a prescindere dal valore di Cerci, che arriva a Torino con la nomea di essere quello che dovrà risolvere le partite da solo, così come Gazzi e Gillet dovranno trasformarsi nei nuovi infallibili granata solamente perché per acquistarli ci si è messo un secolo e si è creata nella gente un'aspettativa eccessiva nei loro confronti. E' anche così che si 'bruciano' giocatori e persone, nonostante la loro età e la loro esperienza. Al Toro sono maestri in questo ma, nonostante tutto, nella stagione che inizierà domenica sera a Siena, qualche soddisfazione forse i tifosi granata se la potranno togliere ugualmente.

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