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Due gol di Federico Chiesa e il Torino è uscito dalla Coppa Italia. Agli ottavi di finale, ancora una volta troppo presto per tredici volte, nel corso della sua storia, è arrivata in finale riuscendo ad alzare per cinque volte il trofeo al cielo. Eppure, da quando Urbano Cairo è presidente la squadra granata è al massimo riuscita a raggiungere i quarti di finale (in sole due occasioni). La maledizione della Coppa Italia continua.

Nonostante a parole da anni venga ripetuto che vincerla sia un obiettivo stagionale. In campo però le cose non vanno mai come dovrebbero. Contro la Fiorentina a pesare sul risultato finale sono stati gli errori difensivi di Koffi Djidji e Lyanco, che hanno permesso a Chiesa di realizzare le due reti decisive nel finale, ma anche quelli davanti alla porta avversaria di Iago Falque e Andrea Belotti, incapaci di sfruttare le ottime occasioni avute a inizio secondo tempo. Ma non è solo questione di errori dei singoli ma anche di ampiezza della rosa: con Roberto Soriano che è partito e non è stato sostituito sono ora solo quattro i centrocampisti a disposizione di Walter Mazzarri, troppo pochi per una squadra che solitamente gioca con tre uomini in mezzo al campo. Ne servirebbe uno in più, di qualità.

In attacco invece, non avendo a disposizione l’infortunato Simone Zaza, Mazzarri non si è fidato a lanciare nel finale i giovani Simone Edera o Vittorio Parigini, ma ha preferito mantenere lo stesso asseto tattico fino al triplice fischio. Il Torino in questa sessione di mercato avrebbe bisogno di qualche ritocco per completare la rosa, lo si è capito anche ieri, il problema però è trovare a gennaio giocatori all’altezza senza spendere cifre importanti. Ora la palla passa al ds Gianluca Petrachi: sarà lui a dover portare a termine questo compito.