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Che sia solo una partita di calcio. E' quanto ci auguriamo tutti per Mantova-Toro, per una sfida che vuol dire molto per entrambe le compagini in campo, ma che in primis può voler dire molto per il calcio: questa gara è carica di tensione, ed è inutile cercare di capire di chi sia la colpa di questo clima. Piuttosto pensiamo a renderlo più 'leggero', perché la partita vale sì tanto ma non può degenerare né sugli spalti né fuori. Una cosa ci si può augurare, tuttavia. Ovvero, che questa gara sia bella e appassionante come quel Toro-Mantova che portò in serie A i granata: al di là del risultato, quella sfida fu calcio vero, agonismo, temperamento e determinazione. Aveva tutti gli ingredienti di una partita di pallone così come non se ne vedevano da anni. La cornice di 60mila spettatori fece il resto. Per questo, quindi, è bene sperare che dal campo soprattutto arrivi l'esempio per chi sta sugli spalti: odio è una parola grossa, ma non volersi bene è legittimo. L'importante è che è che tutto rientri nell'ambito di quelle leggi non scritte di buon senso e lealtà.