La cessione di Cerci tiene banco in casa granata, con una telenovela che non si vedeva da tempo e di cui non si sentiva la mancanza. Si tratta in realtà della più noiosa telenovela degli ultimi anni: non ci sono colpi di scena, non ci sono baci&abbracci seguiti da tradimento&infamia, niente di niente; gli spasimanti fanno mezzo passettino in direzione dell'oggetto del proprio amore, per poi tirarlo indietro, e manca sempre l'affondo (tantopiù manca la zuffa tra i pretendenti).

Già, perchè tanto il Milan, quanto l'Atletico (ormai le uniche due rimaste in lizza, almeno in apparenza) non si decidono a mettere sul piatto quanto richiesto da Urbano Cairo; e questi, osso duro, non mollerà per un centesimo di meno.
Il problema però è un altro: il tempo. Giampiero Ventura l'ha sempre detto: questa squadra è disegnata intorno a Cerci, e quando andrà via lui cambieremo il nostro modo di giocare. Più chiaro di così...
Dunque, non è solo per i tifosi che la partenza o la permanenza del numero 11 sarebbe uno spartiacque, ma per un'intera squadra che fa dal gioco a memoria la propria forza. E che si troverebbe, se Cerci andasse via, a doverlo abbandonare o stravolgere a pochi giorni dall'inizio del campionato.

Non solo: nel frattempo, Facuno Ferreyra ha firmato per il Newcastle. Seferovic, per l'Eintracht. Cosa significa, questo? Semplicemente, che oltre al problema tattico e ambientale, la partenza di Cerci creerebbe anche quello legato alla sua sostituzione, perchè i vari candidati si stanno ovviamente piazzando.
 
Tutto questo per dire che Urbano Cairo deve assolutamente fissare una deadline per la chiusura della trattativa, un termine oltre il quale se l'esterno sarà andato via, bene, altrimenti dovrà restare a prescindere dalle offerte. Un termine che, razionalmente, andrebbe fissato non oltre la fina della prossima settimana (e già di tempo ne rimarrebbe poco). Una forma di rispetto che si deve a tutti, in primis a Ventura.