71
Mané contro Tanganga, il neo pallone d'oro africano contro l'esordiente in prima squadra dopo dieci anni di giovanili negli Spurs? O Chamberlain contro Eriksen, il giunto di centro campo dei Reds contro il più o meno omologo nel Tottenham ( se quest'ultimo davvero se lo contendono Real Madrid e Inter il perché stasera non si è visto)? O il confronto a distanza tra Son e Salah? O le aperture di gioco di Van Dijk contro le invenzioni imprevedibili di Lucas Moura? O Mourinho contro Klopp, quale duello stasera va a a decidere Tottenham-Liverpool?

Mourinho, qualora sentisse la parola, chissà se si offenderebbe, lui come ha dato mostra di offendersi Conte. La parola è: contropiede. Contropiede e difesa, anzi difesa e contropiede. Così fa giocare Mourinho la sua squadra. E così, giocando di difesa e contropiede contro Klopp si perde di sicuro.

Non è solo questione di troppa poca stoffa tessuta dagli Spurs, troppo poca per incartare Klopp e i suoi. E' che difesa e contropiede sono contro i Reds scelta sbagliata. Infatti i 48 minuti del primo tempo, con il Tottenham tutto dietro e palla avanti veloce appena la si ha tra i piedi, si chiude con il seguente bilancio: tre quasi fatti per il Liverpool più uno fatto davvero. Fatto, realizzato al minuto 36 da Firmino su tocco di Mané. Firmino lo fa il gol di corpo ruotando su se stesso, di ingegno, di potenza e di destro tutti e tutto insieme.

Prima del gol di Firmino c'era stato il palo dei Reds dopo due minuti (sempre Firmino), il colpo di testa a botta sicura di  Van Dijk (in mano a Gazzaniga). E poi al minuto 42 ci sarà Salah che non segna per un pelo. E c'era stata la palla tra i piedi dei Reds per tre quarti del tempo.

Dall'altra parte difesa e contropiede hanno fruttato agli Spurs due cartellini gialli ai danni del Liverpool, questo il bottino della strategia di difendersi rintanati.
Secondo tempo e  Mourinho e Tottenham provano a cambiare partita, provano a giocarsela alla pari o quasi, provano. Ed è meglio, decisamente meglio. Meglio, non solo più elegante e dignitoso. Nonostante la differenza di uomini e tecnica, nonostante la differenza marcata di squadra, nel secondo tempo il Tottenham realizza tutt'altro bilancio:almeno tre azioni da rete. Aurier al minuto 56, Son al minuto 74 e Lo Celso al  minuto 82.

Nonostante i Reds siano visibilmente più bravi e più forti, quando il Tottenham prova a giocare di costruzione di gioco qua e là il Liverpool qualche errore lo fa, qualche spazio lo lascia. Ad esempio là al centro della difesa dove Gomez ne sbaglia troppe di palle di passaggi e di chiusure. Certo, il Liverpool a tratti sembra disporre della superiorità, geometrica si potrebbe dire, per giocare al gatto col topo. Certo, il Liverpool il secondo gol, il raddoppio nel secondo tempo lo può fare non una, non due,  ma almeno tre volte.

Ma è proprio il secondo tempo della partita del Tottenahm a dire e confermare che la tattica scelta per il primo di tempo era sbagliata. Di difesa e contropiede contro Klopp si perde di sicuro, giocandosela altrimenti forse pure, ma sicuro non è. Il duello decisivo allora?  Quello tra Mourihno e Klopp, allenatori che molti son convinti siano alla pari e alla pari non sono.