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«Totti può dare ancora molto alla Roma»: firmato Rosella Sensi. Il 2010 si è chiuso e la speranza del capitano giallorosso è la stessa della presidente. Lui ci crede ancora, nonostante si sia accorto che con la gestione Ranieri non è più intoccabile, visto che è stato tenuto fuori anche per una partita come Milan-Roma, per fare spazio ad un giocatore come Adriano, che, per ammissione dello stesso tecnico, era solo al 40%. Invece Francesco non è mai stato così bene, con la preparazione al completo e finora nessun infortunio. Eppure Claudio Ranieri non lo considera intoccabile, lo ha escluso perfino da un derby («lui e De Rossi lo sentono troppo») e una parte della tifoseria non gli risparmia critiche. Il ruolo in cui lo impiega il tecnico non lo agevola, perchè a 34 anni non è più la punta centrale che era diventato con Spalletti, così si trova a dover fare un lavoro per il quale, vista l'età, non ha più il passo. In totale finora Totti ha collezionato 19 presenze ed è stato sostituito sette volte: un metodo che già nella scorsa stagione Ranieri aveva cominciato ad applicare (lo fece anche alla Juve con Del Piero). Ciò non può far piacere al capitano, che si è sempre sentito il perno della squadra. Il 2010 per Totti ha voluto dire un altro scudetto sfiorato nella prima parte, con le lacrime di Verona alla fine della partita contro il Chievo; ed una serie di delusioni nella seconda. E se nel finale del campionato scorso il n. 10 era stato decisamente 'prolificò, nella seconda metà del 2010 ha segnato su azione solo a Palermo e poi ha calciato tre rigori. In ogni caso, i numeri parlano chiaro: Totti ha segnato 194 gol in serie A e 249 in carriera, tutti con la maglia della Roma. L'obiettivo dichiarato per il 2011 è aumentare questo score, verso quel Roberto Baggio con 205 reti all'attivo nella massima divisione, segnate con sei maglie diverse. Raggiungere il Codino è la sfida che quest'anno il capitano romanista vuole assolutamente vincere; oltre a quella, se il tempo glielo permetterà, di diventare il primo giocatore nella storia della Roma a vincere due scudetti. In fondo a Verona, e due anni prima a Catania, c'era quasi riuscito... Il 2010 ha regalato a Totti un riconoscimento internazionale importante come il Golden Foot, in un periodo difficile per lui. Da capitano intoccabile e bandiera - o perfino il giocatore più forte che abbia mai avuto la Roma - per qualcuno adesso sarebbe diventato un peso, un giocatore da lasciare spesso in panchina. Critiche che pesano sull'umore del numero 10, a volte ferito dalla mancanza di riconoscenza e di memoria che sempre più spesso caratterizza il calcio moderno. Forse i critici capiranno chi era quando non scenderà più in campo e si dirà «io Totti l'ho visto giocare». Ma intanto non vuole arrendersi.
 
Il 2010 è stato anche l'anno del calcio a Balotelli nella finale di Coppa Italia, seguito da montagne di critiche (perfino del presidente Napolitano) ed attacchi personali pesanti, come ai tempi dello sputo a Poulsen ad Euro 2004. Dopo quella partita con l'Inter, Totti ha pensato addirittura di smettere, perchè certe cose, a 34 anni, non lo lasciano più indifferente. Poi però la voglia di giocare la Champions ha prevalso ed è questo, Shakhtar Donetsk permettendo, l'altro obiettivo della stagione. Il capitano vuole rimontare in campionato ed andare avanti in Europa, poi i conti si faranno a fine stagione. Sperando che Baggio sia stato superato