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Come guidare a fari spenti, in una notte senza luna, su una strada di campagna priva di illuminazione. Alla prima curva finisci giù nel fosso ma ti puoi ritenere fortunato perché andavi piano e non ti sei fatto nulla. Cerchi nella tasca il cellulare. Ma è spento, la batteria si è scaricata. La prossima auto passerà chissà tra quanto tempo e il paese più vicino è, bene che ti vada, a una cinquantina di chilometri. Ti tocca aspettare lì. E sperare in qualche miracolo. Il Cesena che dopo 9 minuti è già stato asfaltato, umiliato e irriso dalla Roma, capace di fare 3 gol entrando in area 3 volte (ma rimasta sempre a pascolare nella metà campo bianconera), è nella stessa identica situazione dell’uomo all’interno dell’auto. Che si è dimenticato di andare dall’elettrauto per cambiare le lampadine dei fanali anteriori, che non si è accorto di avere il telefonino scarico ma che comunque è fortunato perché, pur andando nel fosso, non si è fatto un graffio. Sì, perché il calciomercato sta per concludersi e quei giocatori che ti servivano (e ancora ti servono) per provare a ottenere la salvezza non sono stati acquistati. Sì, perché chi si era illuso dopo il 3-1 di domenica scorsa aveva probabilmente dimenticato che di fronte c’era una formazione (l’unica?) messa peggio in questa serie A. Sì, perché il Cesena è una squadra priva di leader e di lottatori, una squadra in cui nessuno parla, in cui nessuno è capace di dar via un calcione se non altro per provare a rallentare gli altri e caricare i compagni (in tutto il primo tempo il Cesena ha commesso due falli: mano di Ceccarelli al limite dell’area della Roma, sandwich di Guana e Colucci su Totti a metà campo). Inaccettabile. Sì, perché in fondo in fondo la salvezza sarebbe ancora possibile se solo qualcuno ci mettesse le idee, qualcun altro le mani e qualcun altro ancora il cuore.
Scelte da rivedere. Quando in una partita mai nata e interpretata nel peggiore dei modi dalla squadra, per una volta messa poco bene in campo da Arrigoni (il modulo zoppo con Ceccarelli ala destra, tre centrocampisti centrali e nessuno sull’altra corsia ha permesso alla Roma di dilagare sulla sinistra bianconera), gli unici giocatori che si sbattono e che si salvano sono i due sul mercato significa che le valutazioni che sono state fatte sono valutazioni sbagliate. Se in una partita giocata da una sola squadra, la Roma, colui che dovrebbe essere il tuo valore aggiunto chiede, al termine del primo tempo, di non tornare in campo dopo che nel primo tempo ha osservato gli altri giocare significa che Mutu è un problema. E il problema va in qualche modo risolto o perlomeno affrontato. Per salvarsi bisogna combattere. Sempre. Soprattutto nelle giornate più difficili. Soprattutto quando sei con il fango fino al collo. Ritirarsi da una battaglia mai provata ad affrontare è inammissibile. Visto che Mutu e Candreva faticano a coesistere, in particolare quando si affrontano squadre che hanno maggiore qualità, più forza e anche più gamba (il Cesena non ha un solo centrocampista con queste caratteristiche ed è una lacuna tremenda), bisogna scegliere e forse la scelta fatta finora di privilegiare Mutu a Candreva non è quella che conduce alla salvezza. Perché, pur non avendo i colpi di Mutu, Candreva ha più forza, più corsa e pensa più in verticale.
Totti giù per terra. Quando dopo 8 minuti e 3 secondi sta 3-0 c’è poco da dire su una partita. Quando è sufficiente un lancio di Heinze dalla sua metà campo, mal letto da Rodriguez e Lauro, a far crollare dopo 30 secondi il piano del Cesena è già stato detto tutto. Quando contro hai un talento puro come Lamela e un eterno campione come Totti, sai già che se concederai al primo la libertà di inventare e al secondo lo spazio per poter calciare da solo dall’interno dell’area arriveranno i gol (il 2-0 viziato da un fuorigioco netto e piuttosto facile da vedere per il disastroso De Pinto, che nella ripresa farà addirittura peggio non segnalando quello chilometrico di Eder, poi fermato da Taddei). Se una volta ripreso il gioco dopo il 2-0 perdi palla al limite della tua area, incassando il tris a distanza di 50 secondi allora l’è tutto sbagliato e l’è tutto da rifare. Si rimedi in fretta, grazie. Tra 7 giorni passa un altro treno. E potrebbe essere l’ultimo.