Non sappiamo se Totti sia o meno un dirigente capace, un illuminato talent-scout, un direttore tecnico autorevole. Non lo sappiamo perché la Roma non gli ha permesso di dimostrare cosa sappia o non sappia fare. Lo ha escluso da tutto, non ha seguito i suoi consigli, tipo teniamo De Rossi oppure mettiamo Gattuso in panchina. Magari sarebbero stati suggerimenti sbagliati, non lo sapremo mai. Ma coloro che sono venuti prima di lui in questi otto anni di gestione americana non hanno fatto così bene da potersi permettere di bruciare il suo tentativo di proporsi in un ruolo differente: dal 2011 a oggi il club giallorosso non ha vinto nemmeno la coppa del nonno, benché Pallotta continui a dire che è arrivato per conquistare trofei.

Totti domani lascerà la Roma e il club giallorosso sarà completamente deromanizzato: via De Rossi, via Ranieri, via Totti. Ci sta che le bandiere vengano messe da parte, che cambino aria, però se guardiamo attorno alla società giallorossa ci accorgiamo che tutti fanno scelte opposte: la Juve ha Nedved, l'Inter ha Zanetti, il Milan ha Maldini e Boban, la Fiorentina ha Antognoni e forse Batistuta, la Lazio ha Peruzzi, nell'Atalanta la bandiera è addirittura il presidente Percassi. C'è una riscoperta dei valori di certi personaggi: qualcuno conta di più, qualcuno di meno, ma tutti sono rispettati. Possibile che ogni altro club sbagli e la Roma sia l'unica ad avere capito che la via giusta è quella di andare contromano?

L'aspetto più sgradevole di questa vicenda è che il grande manovratore di tutta questa storia è uno che della Roma se ne frega, infatti vive a migliaia di chilometri di distanza: il londinese-sudafricano Franco Baldini. Il quale, dai suoi eremi, combatte una guerra chiaramente e manifestamente personale contro Totti. Prima lo ha fatto smettere di giocare, poi lo ha emarginato come dirigente. Chissà cosa gli ha fatto, Totti, perché nutre tanta avversione nei suoi confronti. Ma soprattutto, chi è Baldini per allontanare Totti dalla Roma?

Totti fuori dalla Roma non è lesa maestà, è un'occasione persa: non sappiamo se sia un dirigente buono o ottimo e forse non lo sapremo mai.

@steagresti