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Muovere le torri. L'espressione esiste nel linguaggio calcistico ma ancor più in quello degli scacchi. E lo sanno bene dalle parti dell'Elche, squadra della Liga spagnola che nella stagione appena conclusa si è salvata all'ultima giornata. Sul conto di questo club ci sarebbe molto da dire, soprattutto per quello che riguarda la cabina di controllo. Ma ce ne occuperemo in altra circostanza. 
Ciò che invece qui merita di essere riportato è l'originale trovata del mix fra calcio e gioco degli scacchi nell'affinamento delle capacità tattiche e comportamentali dei giocatori. Un mix che è stato avviato nelle categorie giovanili e promette di dare frutti nelle stagioni a venire.

La novità era stata presentata per la prima volta dalla stampa spagnola una decina di giorni fa, ma è stata ripresa e raccontata più a fondo da El País due giorni faL'idea di procedere in questa direzione è stata di Jorge Raffo, responsabile dell'accademia juniores e creatore del progetto 'Goal and check'. Il concetto che viene realizzato è di favorire la capacità, da parte dei giovani calciatori, di elaborare le situazioni di gioco complesse risolvendole in poche mosse. 
A questo scopo sono state organizzate delle giornate di formazione tenute dal maggiore esperto locale in tema di scacchi, Gustavo Gualdoni. Che ha messo a disposizione la vastissima mole di dati ricavata da circa 16mila partite di scacchi e spiegato come certe situazioni di gioco possano essere schematizzate e risolte secondo i medesimi principi di azione utilizzati sulla scacchiera. Un esperimento interessante, che al di là degli effetti prodotti sul campo da gioco contribuirà a migliorare lo sviluppo intellettuale e cognitivo dei ragazzi. 

@pippoevai