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Via Maurizio Sarri, dentro Andrea Pirlo. In attacco però i piani non sembrano cambiare particolarmente. Bisognerà ratificare definitivamente la permanenza e la convivenza di Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala, poi sostituire Gonzalo Higuain, infine aggiungere anche una quarta punta. In ogni caso un centravanti, almeno uno, serve. E per il momento non sono cambiate le gerarchie. Quello che piace di più sembra essere Raul Jimenez, ma senza un atto di magia di Jorge Mendes attualmente non possono esserci le condizioni giuste per il messicano del Wolverhampton. Ad aver già detto sì alla Juve è poi Arek Milik, per quanto l'accordo col Napoli ancora non ci sia tra valutazione e scelta delle contropartite (Federico Bernardeschi non convince Gattuso e ha da poco ceduto i diritti di immagine alla Roc Nation, l'attenzione ora è su Luca Pellegrini). E poi c'è Alexandre Lacazette, una pista attualmente più percorribile. Con la Juve che in questi giorni ha provato a stringere.
LA SITUAZIONE - L'accordo col giocatore non sembra un problema, l'idea è nata proprio dagli agenti di Lacazette. Valutata e approvata dallo staff mercato bianconero. Una punta che attacchi la profondità come lui, capace di difendere il pallone e giocare spalle alla pur non essendo un panzer, ci sta nel roster di attaccanti immaginato da Pirlo. Con l'Arsenal che ha aperto definitivamente alla cessione, la trattativa (anche) con la Juve è partita. Valutazione non impossibile, anzi. Ma soprattutto c'è apertura a valutare delle contropartite tecniche: se l'ingaggio di Willian raffredda (ma non spegne) le ipotesi Douglas Costa e Bernardeschi, la Juve prova a inserire il solito Daniele Rugani ​o Cristian Romero considerando la storica ricerca a un centrale da parte dei Gunners. La partita è appena iniziata, Lacazette è molto più che un semplice outsider nel casting per le punte dei bianconeri.