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Non sono trascorsi nemmeno due mesi dalla clamorosa intervista nella quale Romelu Lukaku denunciava alla stampa italiana le sue difficoltà di adattamento al Chelsea e il rimpianto per aver lasciato in fretta e furia l'Inter dopo aver contribuito a riportarla in cima all'Italia. La brusca retromarcia imposta al centravanti belga dal club londinese e da un furioso Tuchel non ha però contribuito a rasserenare gli animi ma soprattutto a facilitare le cose ad un giocatore che, per ammissione diretta dello stesso allenatore, "non si è inserito nel gioco della squadra". Gli appena 7 palloni toccati nell'ultima sfida di Premier League col Crystal Palace sono la fotografia più nitida di un chiaro momento di difficoltà che i 10 gol realizzati in 28 apparizioni ufficiali descrivono solo parzialmente.

LA CRISI - Nella sfida di stasera contro il Lille per l'andata degli ottavi di finale di Champions League, Lukaku corre verso una nuova maglia da titolare, una nuova occasione di ritrovare quel gol che - Mondiale per club a parte - non trova sul suolo inglese dallo scorso 8 gennaio in FA Cup, mentre in campionato è a secco da fine dicembre. Una chance di provare a convincere in particolare il tecnico tedesco che, non potendo contare sulle perfette condizioni di Mount e Hudson-Odoi, dovrebbe puntare ancora sulla fisicità del belga piuttosto che sulla rapidità di Werner, oltre a dissipare i dubbi emersi anche in una società che soltanto nello scorso agosto ha messo sul piatto qualcosa come 115 milioni di euro per il suo acquisto. Le voci dei mesi scorsi su un suggestivo quanto improbabile ritorno all'Inter (che vive a sua volta un momento molto delicato coi suoi attaccanti), piuttosto che una reunion altrettanto "romantica" col suo mentore Antonio Conte, oggi al Tottenham, rischiano di riprendere slancio in vista di un'estate in cui non si escludono nuovi incredibili colpi di scena.
TUCHEL GETTA LA SPUGNA? - Lo stesso Tottenham si interroga sul suo futuro e su quello di un Conte che ha sparato a zero nelle ultime settimane sulle strategie di mercato adottate dal club in sede di mercato a gennaio: dalla permanenza o meno del tecnico italiano sulla panchina degli Spurs dipende anche il destino di Harry Kane che, dopo aver respinto ad agosto la proposta di rinnovo del contratto del club, vuole garanzie di competitività per restare, col solito Manchester City disposto a riprovare l'assalto della passata estate con argomenti economici più che convincenti. Una situazione di grande incertezza, alimentata proprio dalle parole di Tuchel, che anche nella conferenza stampa di ieri ha dato l'idea di gettare la spugna e di non credere più di tanto nella "redenzione" di Lukaku ("Cosa si può fare per coinvolgerlo maggiormente? Io non lo so"), giocatore che ad oggi ha confermato le perplessità circa la capacità di adattarsi al calcio ad altissima intensità e con pochi punti di riferimento per gli avversari dell'allenatore campione d'Europa. La parola al campo, ma il tempo e le occasioni per l'ex bomber dell'Inter non sono infiniti.