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La nuova Juventus piace a Giovanni Trapattoni. «Ha fatto una svolta radicale, fondamentale. Ho seguito la sua situazione e io so che cambieranno altre situazioni all'interno della società e della squadra» dice il ct dell'Irlanda a "La politica nel pallone", rubrica di Gr Parlamento. La Juve riparte da Luigi Del Neri: «Il palmares non c'entra, io lo stimo e ha fatto bene. Anche Marotta i giocatori li conosce e sarà un supporto importante». Poi, sul nuovo presidente: «Andrea Agnelli è un giovane molto saggio, parte con dei progetti». GAP AMPIO - La Juve, sottolinea, dovrà operare «qualche cessione, serviranno anche uno o due acquisti ma la squadra c'è. È chiaro che bisogna uscire un po' dagli equivoci, i ruoli sono ruoli. Ci sono titolari e riserve: guai a pensare che uno deve esserci per forza» osserva il Trap riferendosi ai giocatori. «La Juve deve fare le sue scelte senza sentire i tifosi e l'ambiente, altrimenti a ottobre si ricomincia da capo. La Juve invece ha un organico di un certo rispetto, la dirigenza ha capito questo e ora si può costruire». Per colmare il gap con l'Inter, però, ci vorrà tempo: «L'Inter è ancora molto forte e per raggiungerla sia Milan che Juve dovranno ricreare i giusti equilibri». CAPELLO VUOLE L'INTER - «La panchina dell'Inter? In questo momento Capello è il candidato n.1. D'altronde già prima che se ne andasse Mourinho immaginavo il nome del possibile sostituto». Trapattoni scommette su Capello come sostituto di Josè Mourinho sulla panchina dell'Inter. Capello ha un contratto da ct dell'Inghilterra fino al 2012. «Dipenderà dal contratto, ma Moratti anche in passato ha avuto la possibilità di prenderlo» osserva il ct dell'Irlanda. «Conoscendo Fabio, sicuramente lui è orientatissimo, ma la sua è una situazione delicatissima ed è incalzato da tutti. Davanti ha un Mondiale e un mezzo passo falso potrebbe creargli qualche difficoltà». L'Inter, prosegue il Trap, è più di una tentazione per Capello: «Sulla sua volontà non ci sono dubbi, ma tutto dipende dalla questione contrattuale». L'attuale ct dell'Inghilterra raccoglierebbe la pesante eredità di Mourinho, che alla guida dei nerazzurri ha realizzato la tripletta: «Il rischio per noi allenatori è inevitabile, ma sono sfide o nuovi stimoli che dobbiamo sempre accettare. Personalmente ho sempre lasciato le società perché sapevo che oltre lì non potevo andare, preferivo assumermi il rischio».