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A dare l'accelerata azzurra a una stagione da incorniciare avrà contribuito, chissà, anche la patente agguantata il giorno dopo la vittoria dello scudetto con il suo Milan. Con la conquista del titolo da protagonista, Sandro Tonali è entrato in una nuova dimensione. Una fase di un percorso di crescita, che passerà per forza di cose dal peso della maglia della Nazionale. Per diventare un punto di riferimento anche per Roberto Mancini. 

STAGIONE D'ORO - Dal rossonero all'azzurro, con la solita convinzione. Dopo una prima stagione di ambientamento, Tonali ha dimostrato di essere pronto alle responsabilità anche nei momenti più complicati. A confermarlo, le parole pronunciate in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l'Inghilterra: "Se penso allo scorso anno, dico che è cambiato parecchio. Giocare una stagione da titolare al Milan e a un livello più alto mi ha aiutato. L'idea è proseguire così. Ora l'Italia è la cosa più importante, poi quando sarò al Milan la cosa più importante sarà il Milan". 
PATTO COL DIAVOLO - Questione di promesse. E a tal proposito, così aveva parlato Tonali qualche settimana fa, durante un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: "Ridurmi lo stipendio per il Milan era stato il mio ultimo pensiero, come lo sarà il rinnovo. Perché è certo che io voglio stare qui, contratto dopo contratto. Sarebbe bello diventare una bandiera, ma non guardo così tanto oltre per scaramanzia". Nelle prossime settimane la dirigenza rossonera incontrerà Giuseppe Riso, agente del giocatore, per proporre un adeguamento dell'ingaggio al centrocampista, con prolungamento del contratto (ora in scadenza nel 2026). Un riconoscimento anche economico per blindare Tonali e mostrare riconoscenza per quanto fatto nell'ultima stagione.