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Caro Leo Turrini, che eredità ci lascia questa anomala edizione di Monza?
“Eh, aveva ragione Woody Allen. Gesù è morto, Marx è morto e nemmeno io e la Ferrari non ci sentiamo tanto bene, per usare un eufemismo. Meno male che Leclerc è uscito indenne dal botto, è stato un brutto incidente. Sulla sua uscita e sui freni di Vettel sarà il caso di indagare!”

Il podio è senza precedenti.
“Merito alla rovescia di Toto Wolff, che a furia di impartire lezioni ha toppato il pit stop con Hamilton. Meglio per la ex Minardi, che ora si chiama Alpha Tauri. Quel Gasly e’ stato grande, meglio del futuro ferrarista Sainz. Certo che sentire l’inno di Mameli senza Ferrari fa effetto!”

Finirà mai questo incubo Rosso?
“Non in tempi brevi. È una odissea nello strazio, con John Elkann alla regia al posto del grande Kubrick”.

Ma dai.
“Mica ho finito. Ai bei tempi, dico quelli di Schumi, Jean Todt era considerato il sosia di Alvaro Vitali, il Pierino del cinema. Lui si incazzava perché gli avevano spiegato quello che Alvaro combinava sul grande schermo con il fondoschiena delle attricette, ma almeno il francese perdeva. Invece Binotto viene imitato da Crozza e se vuoi anche questo è un segnale”.

Beh, Crozza imita un sacco di gente.
“D’accordo ma evidentemente l’artista è stato colpito dalle curiose esternazioni del team principal della Ferrari. Dico curiose perché siamo sempre alla analisi dei dati, ai dettagli che sfuggono, all’esigenza di capire. E come cantava Adriano Celentano, intanto il tempo se ne va...”



Depressione totale, insomma.
“La cosa più triste è la assoluta mancanza di sviluppi sulla SF1000. Avevo detto che era una carriola dipinta di Rosso. Che fosse addirittura un gambero, non lo avevo previsto. Un gambero che si rompe pure, vedi i freni del povero Vettel.”

Una pena.
“Unico conforto il week end di Schumi junior, un primo e un terzo posto in Formula 2. Sai, adesso va di moda sostenere che la Ferrari paga gli errori commessi da chi non c’è più. Se non altro, papà Michael di responsabilità non ne ha”.

Credi che a Maranello cambierà qualcosa?
“Non nell’immediato. I vertici della azienda, sia pure non alla unanimità, ritengono non ci sia bisogno di altre rivoluzioni. Ma allora debbono essere coerenti, investire sulle strutture e sulle risorse umane, andando a prendere da fuori gli ingegneri bravi che servono. Se la Juve può prendere Suarez dal Barcellona, non si capisce perché la Ferrari non possa ingaggiare un CR7 della aerodinamica “.

A proposito, ti convince questa operazione della Signora?
“A occhio, Pirlo vuole l’uruguaiano per usarlo in stile Benzema al Real. Ronaldo ha bisogno di un centravanti vero quindi la mossa è sensata, visto che nello spogliatoio bianconero comanda il portoghese”.

Basterà per alzare la Champions?
“Suarez è molto forte, non si discute. Però da solo in Europa non sposterà più di tanto. In generale, tra Ibra, CR7, Ribery e adesso Suarez la nostra serie A sta diventando un Jurassic Park”.

E dell’Inter che mi dici?
“Sempre Jurassic Park! Marotta va sull’usato sicuro, tra Vidal, Kolarov e Darmian. Tieni anche presente che, al netto di tante chiacchiere, di soldi veri ne girano pochi, nel mondo della pandemia. Vedi anche epilogo del caso Messi”.

Te lo aspettavi diverso?
“Forse Leo non era troppo convinto di andarsene, al di là della faccenda della clausola astronomica. Ma vediamo come va a finire, questa storia da separati in casa. Non è che tra Vettel e la Ferrari stia funzionando granché...”.

di ​​Daniela Bertoni