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Caro Leo Turrini, immagino tu voglia partire da Lewis Hamilton.
“Prima fammi spendere qualche parola per Sinner e per Morbidelli. Vedi, in Italia stiamo adattandoci all’idea del tramonto generazionale di eroi dell’agonismo come Valentino Rossi, come Vincenzo Nibali, come la stessa Federica Pellegrini. Abbiamo bisogno di idoli nuovi. Sinner il tennista e Morbidelli in sella alla Yamaha hanno tutto per regalarci emozioni negli anni a venire”.

Magari anche il Leclerc visto nel delirio turco, no?
“Ah, sicuro. A me è piaciuta anche l’audacia di Carletto nel finale, quando ha preteso addirittura di conquistare il secondo posto. Gli e’ andata male, ma la Formula Uno per fortuna è anche questo. È sentimento, è passione, è cultura, è memoria”.

Infatti Hamilton ha raggiunto Schumi a quota 7.
“E lo ha fatto guidando alla Schumi! E aveva quasi un sapore romantico rivedere Vettel sul podio in una domenica così. C’erano undici titoli mondiali, su quel palco”.

I 4 di Seb e Lewis SetteBellezze.
“Esatto. È stata una gara folle, pioveva, ci si vedeva poco, il margine di errore era ridotto al minimo. In circostanze del genere, Michael era perfetto. Lewis lo è stato a Istanbul”.

In fondo quei due si somigliano.
“Più di quanto si possa credere da fuori. I personaggi sono diversissimi umanamente, ma hanno in comune la maniacale ricerca della perfezione. Appartengono a epoche distinte e distanti, ma non mi dispiace trovarli assieme nell’empireo dei grandi del volante”.

Chi non ama Lewis sottolinea lo strapotere della Mercedes.
“Strapotere innegabile, ci mancherebbe. Ma se non ricordo male la Freccia Nera ce l’ha pure Bottas. Che è stato doppiato dal compagno di squadra. Serve altro?”

Forse servirebbero anche dieci anni in meno a Valentino.
“Eh, dopo l’ultimo match sul ring Muhammad Ali disse: alla fine il tempo mi ha raggiunto. Dopo di che, il Morbido è un allievo del signor Rossi. Peccato invece per Dovizioso e per la Ducati. Il mondiale vinto da Mir con la Suzuki, in assenza di Marquez, è anche una sconfitta per Borgo Panigale”.

Di calcio cosa possiamo dire?
“Siamo ormai tutti ostaggi di un tampone”.

Tu che cosa hai capito della storia della Lazio e del laboratorio di Avellino?
“Una cosa sola, con il senno di poi: sarebbe stato meglio creare un unico centro per i controlli, evitando di scivolare nella Babele delle ASL. Ma è una scoperta che abbiamo fatto dopo”.

Juve-Napoli si dovrebbe giocare?
“Sì e ho apprezzato il fatto che la Juve non si sia costituita in giudizio, rimettendosi alle decisioni delle corti”.