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Caro Leo Turrini, come è andata lì a Tokyo con il tifone?
“Boh, quando sono uscito da Italia-Grecia di pallanuoto c’era un sole che spaccava le pietre “.

Addirittura.
“Guarda, qui è tutto molto difficile ma si raccontano anche molte esagerazioni. Sai qual è finora la percentuale di positivi al Covid tra noi della famiglia olimpica, dagli atleti ai media? 0,1 %. Zero virgola uno per cento. Magari io ci lascio le penne però per ora il tracciamento ossessivo dei giapponesi funziona”.

Meno male.
“Funzionano meno certe manifestazioni di zelo. Ad esempio, adesso ad ogni check Point se hai una bottiglia d’acqua ti chiedono di berne un sorso. Avranno paura di tentativi di avvelenamento “.

E che c’è di male?
“Beh, conosco gente che clandestinamente si è procurata alcolici, che qui non sono in vendita. Allunghi un po’ l’acqua delle bottigliette dello sponsor, ma al terzo controllo e alla terza sorsata poi hai le visioni. Io ad esempio ho visto Handanovic che alzava la Champions...”

Forse è meglio se parliamo degli ori italiani che non arrivano. Siamo sempre fermi al taekwondo.
“Capisco la frustrazione ma tu devi pensare al triathlon “.

Prego?
“L’oro femminile nel triathlon l’ha vinto una donna di Bermuda. È la globalizzazione, bellezza”.

Non comprendo.
“Noi italiani siamo molto provinciali. Non ci rendiamo conto che la pratica agonistica si sta diffondendo sempre più sulla faccia della terra. Il Kossovo, per dire, ha judoisti fortissimi e credo abbia già vinto due ori. Della ragazza di Bermuda ho detto. Garozzo nel fioretto è stato battuto da un giovanotto di Hong Kong. Vuoi che vada avanti?”
Quindi non è vero che stiamo andando indietro per colpa dei troppi litigi tra Malagò e una certa politica, le vicende di Sport e Salute e bla bla bla?
“Non hanno aiutato di sicuro, ma tieni presente che da sempre gli americani contano il totale delle medaglie e non fanno distinzione tra i metalli. Noi italiani come presenze sul podio siamo per ora sugli stessi livelli di Rio”.

Quindi non è un flop.
“Vedremo alla fine, ovviamente. È aumentata la concorrenza e come sempre in tempi di globalizzazione devi rispondere con la qualità “.

Quella che ha ancora Federica Pellegrini.
“Hai visto? Che risposta straordinaria! Io mi sono commosso lì in piscina, quando ho capito che ce l’aveva fatta ad entrare in finale per la quinta volta nei 200 stile libero. È una cosa grandiosa. Sai cosa mi dispiace?”

Cosa?
“Che l’ultima gara di questa donna che ha attraversato le generazioni vada in scena quando da voi sarà notte fonda. Fede sta allo sport italiano come Rivera al Milan, Del Piero alla Juve, Facchetti all’Inter. Sarà un addio bello, per fortuna non triste, solitario y final, come scriveva Soriano”.

Senza medaglia.
“Federica la medaglia l’ha già presa per il solo fatto di essere lì. Farà ancora qualche altra gara, ma stanotte finisce un’epoca durata quasi vent’anni. Però hanno ragione i maestri argentini del tango”.

Cioè?
“Nessuno ci toglierà quello che abbiamo ballato con Federica Pellegrini”.