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Caro Leo Turrini, come mai lì a Tokyo i media anglosassoni ce l’hanno tanto con Jacobs?
“Segnati questo nome: Warholm “.

E chi sarebbe?
“Il ragazzo norvegese che ha corso i 400 ostacoli in meno di 46 secondi, migliorando il suo record del mondo di quasi otto decimi. Una cosa pazzesca”.

Bravo lui, ma cosa c’entra?
“Ci arrivo. Se il sospetto fosse l’anticamera della verità nei confronti del nostro Marcellino pane e vino, cosa diranno inglesi e americani di Warholm?”

Tradotto?
“Io ho una età e ne ho viste troppe. La mano sul fuoco dunque non la metto per nessuno. L’atletica non è l’unico sport con molte storie brutte. Bisogna sempre sperare che i controlli siano una cosa seria. E se posso permettermi la citazione, scomoderò l’eroe della mia giovinezza, Giovanni Falcone. Fu lui a dire, per cose tremendamente più serie, che il sospetto non è l’anticamera della verità. È solo khomeinismo. Ma capisco che sono discorsi troppo difficili”.
Malagò ha detto che inglesi e americani non sanno perdere.
“Ricordati la finale di Wembley e ho detto tutto. Piuttosto, noi abbiamo perso molto male nel volley maschile, contro gli argentini. Forse era inevitabile, Conte ce l’avevano loro”.

Cosa c’entra Conte?
“Facundo Conte, figlio di Hugo, grande campione sotto rete a Catania e a Modena. Al di là delle battute, è una brutta botta, nel volley maschile da Atlanta96 giocavamo sempre almeno la semifinale. Cosa vuoi che ti dica, il mio amico Zaytsev sembrava un turista da social e mi dispiace tanto, meritava di più. Forse è la fine di un’epoca. Nel basket perdere dai francesi ci sta, nel volley dagli argentini no”.

Beh, dai, nel catamarano abbiamo vinto.
“E infatti gli inglesi stanno dicendo che la nostra barca aveva il motore..."

Daniela Bertoni