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  • Udinese:|Il vento è cambiato

    Udinese:|Il vento è cambiato

    Paròn Pozzo, ieri a Radio Kiss Kiss, è stato chiaro, specialmente in alcuni passaggi: “"Sono felice del gioco che sta sviluppando la squadra, mi sto divertendo. L'Udinese ha buone speranze di concludere il campionato nella posizione in cui si trova. E' difficile, non dipende solo dalle nostre qualità ma le grandi piazze hanno un movimento che condiziona ed orienta. La provincia è bella per vivere in pace e stare bene, ma i grandi giochi diventano difficili. Sono realista, ho visto di tutto e per questo sono ancora scettico. Per quanto stiamo facendo, potrei anche dire che ce la giochiamo alla pari. Ma per lo scudetto o la Champions ci sono tante situazioni che bisogna superare”, aggiungendo poi che servirebbe maggiore tutela degli arbitri verso Sanchez e facendo sottintendere che altre squadre sono guardate meglio. Insomma Pozzo usa il polso, come fatto col comunicato contro Simenone. Del resto, anche se non lo dice, sa di essere in ballo e tanto vale ballare.

    La cosa che più ci ha tenuto a sottolineare è che in caso di Europa da Udine se ne andranno in pochi, magari nessuno, ma molto dipende dalla volontà del giocatore. Come dire: “ho capito bne gli errori recenti”.

    Purtroppo, specie i sudamericani, hanno un’usanza strana da queste parti. I loro procuratori detengono parte del cartellino, e alla fine hanno, come sempre, una grossa fetta di trattativa.
    Per Sanchez e Inler si lavora per trattenerli: non è facile. Addirittura è più facile il primo del secondo, ma molto dipenderà dal piazzamento finale, da eventuali premi, e dal progetto sulla squadra futura. Nessuno vuole rovinare un gioiello andando a vendere le gemme più preziose, come accadde nel 2005. Lezione anche quella imparata a dovere. Il progetto è chiaro e dipende dalla posizione finale.


    Più pratico Gino Pozzo: "Il vento è cambiato: a differenza di sei anni fa, stavolta nessuno punta i piedi per andarsene”, come riporta il Messaggero Veneto.. In effetti la sensazione che si respira è di un gruppo finalmente solido, dopo anni di clan e sotto clan.
    Pozzo Jr, poi racconta la scoperta di Sanchez: “Vi dico la verità: l'avreste preso anche voi dopo averlo visto all'opera. Il lavoro però è stato fatto a monte, dalla nostra rete di osservatori. Dopo qualche mese era a Udine  con la famiglia e il procuratore. E' in quel momento che abbiamo deciso il suo percorso di maturazione: la prima tappa sarebbe stata il Colo Colo, il più famoso club cileno, poi a 18 anni un'esperienza all'estero per allontanarlo da casa, dal suo paese, senza caricarlo di eccessive responsabilità. Dovevamo scegliere tra il River Plate in Argentina e l'Espanyol in Europa, abbiamo optato per la prima soluzione; quindi l'approdo all'Udinese, come poi effettivamente è stato nell'estate del 2008”.
    Ora tutti lo vogliono: “Tutti mi chiedono se lo vederemo, quanto vale, dove andrà, quale club è più deciso nelle trattative. E a tutti rispondo che davvero non lo so . So soltanto che dipenderà dalle prospettive tecniche, dalla posizione che raggiungerà la squadra a fine stagione. E naturalmente dal mercato. Ma non siamo lì con la penna in mano, in attesa soltanto di un compratore. La società gode per fortuna di ottima salute: se possibile i nostri campioni adesso ce li teniamo. E devo dire che, grazie alla scelta estiva di Di Natale, grazie al lavoro di tutto lo staff tecnico, che ha reso gli allenamenti davvero competitivi, ora i giocatori qui in Friuli non si sentono più di passaggio. Pensate che a gennaio abbiamo convocato in sede tutti quelli che avevano ricevuto delle richieste: non erano pochi, ma nessuno ci ha detto che voleva andarsene”.

    Infatti, la sensazione è che l’aria sia totalmente cambiata: mentre gli anni scorsi bastava una sirena a far rizzare le antenne oggi hanno capito ch Udine può diventare qualcosa di molto più importante di un trampolino, come troppo spesso è stato chiamato. Questa stagione lo dimostra, e i fallimenti dei big andati via l’anno scorso non possono che esser un monito se qualcuno ragiona con la voglia di vincere e di fare sport invece che di fsre la bella vita con più soldi.


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