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Mai così in basso in 37 anni di serie A. L'Udinese in caduta libera sta scioccando i friulani, che non riescono a capire che cosa stia succedendo alla propria beneamata. Zero punti dopo quattro partite, il peggior attacco e la peggior difesa del campionato: un disastro su tutta la linea. Il reparto arretrato non regge: non è questione di modulo o di allenatori, a questo punto sorge il dubbio che sia un fatto di interpreti. Un aiuto dal mercato estivo poteva tornare utile, dato che si sente la mancanza di un leader in difesa: le reti incassate arrivano sempre su calcio piazzato e l'ultima, quella di Bologna, è stata una beffa difficile da digerire. Guidolin non si tocca. Il mister di Castelfranco Veneto ha la piazza dalla sua parte (i tifosi hanno esposto uno striscione a lui dedicato sui campi di allenamento, 'Guidolin sempre e comunque'), e la società con Paron Pozzo che lo sprona e lo incita. La speranza è che lo segua anche la squadra.

Si è tanto vociferato di uno spogliatoio diviso; quando si perde è normale che le polemiche tocchino tutte le componenti, ma ci ha pensato il capitano Di Natale a buttare acqua sul fuoco. Notoriamente di poche parole, Totò ha voluto puntualizzare alcuni punti e il momento bianconero: 'Non possiamo litigare in spogliatoio perché parliamo tutti lingue differenti - ha scherzato -. Sono da sette anni a Udine e ne ho viste di tutti i colori, non avevamo mai perso così all'inizio, ma siamo compatti'. Si era parlato anche di possibili screzi con Guidolin, già il tecnico aveva smentito. Lo ha fatto anche Di Natale: 'Se c'era qualcosa che non andava con il mister, lo avrei detto subito a Pozzo. Parlo con Guidolin tutti i giorni e non ho mai avuto problemi, ci siamo confrontati serenamente. Tutti i miei compagni remano nella stessa direzione e al suo fianco, finora ci sono mancati solo i risultati. A 33 anni capisco chi vuol bene all'Udinese e chi no'.

Un mese fa il polverone Juventus: 'Ho deciso di rimanere a Udine perché mi trovo bene, ho sempre detto di voler terminare qui la mia carriera di calciatore. Non mi sono mai pentito di questa scelta e darò sempre il massimo per questa maglia. La mia grande squadra è questa'. E chiude le porte alla Nazionale: 'Non ci penso più'. A Bologna è arrivato il primo gol stagionale: il capocannoniere si è sbloccato, con i suoi numeri può cambiare un match, ma deve arrivare anche l'apporto degli altri attaccanti e qualche rete dai giocatori della mediana, che devono e possono sopperire alla sterilità del reparto avanzato. L'obiettivo è quello dei 40 punti, perché quando si è pensato in grande sono arrivate le delusioni più cocenti. Insomma, Di Natale ha parlato chiarissimo: bisogna stringersi attorno alla squadra e trovare il risultato. La Sampdoria è avvisata.