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Nel consueto punto della settimana con Calciomercato.com, il presidente dell'Associazione allenatori, Renzo Ulivieri, analizza i fatti salienti degli ultimi giorni: la polemica sul calcio spezzatino, il Milan ("Il Milan di Allegri", precisa Ulivieri), i gol fantasma di Quagliarella e la moviola in campo, le scelte di Benitez, la Roma, il Pallone d'Oro e il caso Cassano

L'ultima giornata di campionato è stata spalmata addirittura su quattro giorni, da venerdì (Lazio-Inter) a lunedì (Napoli-Palermo), passando per i match del sabato e della domenica. Tanti tifosi protestano contro il cosidetto calcio-spezzatino. Io personalmente preferivo la Serie A tutta alla domenica alle 15, come ai vecchi tempi. Lei come la vede?
"Il discorso è economico, solo di natura economica. Probabilmente è malinconia del passato, ma anche a me piaceva quando si giocava tutti alla stessa ora e si sentivano i risultati degli altri campi alla radiolina. Oggi quel calcio non c'è più. Forse ci potrebbe essere più misura".

In campionato, il Milan di Ibrahimovic.... Ulivieri interrompe la domanda.
"No, no, no, è il Milan di Allegri".

Siamo d'accordo, il Milan di Allegri riuscirà a correre su due fronti, oppure ha già scelto il campionato e, per questa stagione, la Champions passa in secondo piano?
"La squadra di Allegri, la squadra di Allegri, è diventata una squadra quadrata, solida sul piano tattico e solida sul piano morale. E quindi è diventata una squadra che può tenere anche su più fronti, perché laddove non attinge al sapere tattico attinge a valori morali, e viceversa".

La Juventus ha vinto a Catania, dove è stata protagonista anche la terna arbitrale, che non ha visto il gol fantasma di Quagliarella. Quanto dovremo aspettare ancora per vedere l'utilizzo della tecnologia in campo, almeno per i 'gol non gol'?
"Se fosse per me si aspetterebbe tutta la vita... Non c'è bisogno, dai. E' un errore dell'arbitro, ma equivale a tanti altri errori. E allora perché trovare una soluzione tecnologica per questo errore e non per altri? Poi, se si trova il sistema di mettere una fotocellula si può anche fare... Se è possibile farlo per la valutazione pallone-linea, si può fare. Per tutto il resto no".

Passiamo all'Inter. Oltre ai tanti infortuni che hanno condizionato finora la stagione nerazzurra, nelle ultime partite anche qualche scelta di Benitez ha lasciato un po' perplessi, come quella di schierare Natalino contro Zarate nella sfida persa all'Olimpico contro la Lazio, un uno contro uno che è stato devastante per la difesa dell'Inter.
"Mah, sarà che io condivido il modo di pensare di Benitez, e quindi sono un po' prevenuto, favorevolmente, nei confronti del suo calcio, un calcio fatto di palleggio, verso il quale dovremmo tendere. Questo palleggiare molto, tante volte magari anche rischiando di arrivare in attacco troppo lentamente, questo senso del gioco e della manovra... a me piacciono. Poi, scegliere tra un difensore e un altro... Probabilmente avrà visto bene Natalino in settimana. Fra l'altro, poi, a me questo ragazzo è piaciuto. A parte l'errore sul gol, in tante occasioni a me è piaciuto. E Zarate non è la prima volta che va via a un difensore".

Capitolo Roma. La squadra di Ranieri aveva quasi completato la rincorsa, dopo un avvio di stagione difficile. Poi sono arrivati la sconfitta di Palermo e il pareggio con il Chievo, con la rimonta subita. Sembra che a questa squadra manchi sempre qualcosa per fare il definitivo salto di qualità. Quando arriva a un passo dal traguardo, come la scorsa stagione nella lotta scudetto con l'Inter, si ferma.
"A Palermo ci sta di perdere. A Verona invece aveva fatto una grande gara. Poi ha preso il gol come l'ha preso e il Chievo ha ripreso fiato, altrimenti la gara era chiusa. C'è stata la bravura del Chievo nella reazione, ma la Roma non è stata fortunata negli episodi secondo me ".

Sono stati ufficializzati i tre nomi che saranno sul podio del Pallone d'Oro Fifa 2010: Iniesta, Messi e Xavi. Sneijder invece resta fuori dai primissimi posti. Cosa pensa di questa decisione?
"Per Sneijder mi spiace, perché è un gran giocatore, ma si sta parlando di livelli alti, alti, alti. La differenza è un capello, è difficile entrare nel merito di certe scelte".

Fra i tre candidati, lei a chi lo assegnerebbe a questo punto il Pallone d'Oro?
"A Iniesta. Decisivo al Mondiale, grande giocatore, completo".

Per quanto riguarda gli allenatori, invece, il terzetto entro il quale sarà scelto il migliore del 2010 è composto da Mourinho, Guardiola e Del Bosque. Lei a quale di questi tre si sente più vicino come modo di interpretare il calcio?
"Non è questione di sentirsi più vicino a qualcuno. Posso dire qual è il calcio che mi piace di più: Guardiola sempre".

Concludiamo con il caso Cassano. Garrone fa bene a non mollare? Io credo di sì, in un mondo in cui le regole sembrano contare sempre meno, Garrone con questo comportamento cerca di fare capire a Cassano che le regole, anche quelle di comportamento, vanno rispettate.
"Sono scelte che sono solo ed esclusivamente personali, di un presidente che si è sentito non solo offeso ma anche tradito. Lui per Cassano ha fatto molto, la Sampdoria è andata a prenderlo quando lui era in grossa difficoltà. Io non mi sento di dire che fa bene o fa male, dico che Garrone fa bene a fare quello che si sente di fare".