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Milan ko nel derby, ma nella disfatta contro l'Inter la squadra di Montella trova comunque alcuni spunti positivi: la reazione nella ripresa dopo un primo tempo terribile, ma soprattutto a lasciare soddisfatti allenatore e tifosi la prestazione di Fabio Borini, uno dei giocatori più efficaci in questo avvio di stagione.

ACQUISTO CRITICATO - L'attaccante classe 1991, era arrivato quest'estate tra le critiche e le perplessità dei tifosi rossoneri, che non avevano apprezzato questo acquisto.Indicato in giovane età come promessa del calcio internazionale, Borini non è riuscito a compiere il salto di qualità: non lo ha fatto nell'anno alla Roma, non è riuscito neanche successivamente negli anni tra Liverpool e Sunderland. Proprio con i Black Cats si è reso protagonista della tragica retrocessione della scorsa stagione e proprio questo è stato uno dei principali motivi di scetticismo da parte dei fan milanisti, che non hanno accolto con entusiasmo il suo acquisto (6 milioni di euro il costo del suo cartellino, 2,5 milioni netti a stagione per quattro anni l'ingaggio) aspettandosi nomi più altisonanti e in linea con l'andamento del mercato condotto da Mirabelli e Fassone.

CORSA, DUTTILITA', GRINTA - A suon di prestazioni però, i fischi di inizio stagione (soprattutto dopo il ko del Milan in casa della Lazio) si sono gradualmente trasformati in timidi applausi: merito della grinta messa in campo, un vero e proprio marchio di fabbrica esportato in tutte le squadre di cui ha indossato la maglia, e della sua duttilità. Borini infatti, in grado di agire anche da punta centrale, è stato impiegato a Milano da ala nel 4-3-3 e poi adattato a esterno destro nel 3-5-2 e proprio questo nuovo ruolo sembra averlo rivitalizzato: Montella si affida a lui per riempire quel vuoto lasciato dall'infortunato Conti, preferendolo ad Abate, garantendogli così quel posto da titolare che già gli aveva consegnato fin dall'inizio dell'anno (6 presenze in campionato di cui 5 da titolare, titolare anche in Europa League col Rijeka e nei preliminari con Craiova e Shkendija).

BORINI COME ESEMPIO - L'esempio di Borini dunque diventa un esempio da seguire per i compagni: nonostante le sue qualità tecniche non lo mettano al livello dei grandi campioni e, secondo alcuni esperti di settore come Paolo Di Canio, siano buone solo per puntare alla salvezza, l'11 rossonero si fa apprezzare per l'intensità, la dedizione e la grinta che mette in campo, un dettaglio che spesso è mancato al Milan negli ultimi anni e che i tifosi vorrebbero vedere in tutti i loro beniamini in campo.