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Esiste ormai un problema Donnarumma. Non è grave ma esiste. Il mestiere del portiere ai suoi livelli è come quello di un chirurgo. La prima dote è la calma. Donnarumma non è calmo. Non si può avere vent’anni e reggere questa balia di sentimenti. Non tutti sono nati per essere ricchi, non tutti pensano di dover pagare un prezzo agli altri per una scelta personale. A vent’anni guadagnare un milione o cento è la stessa cosa, hai sempre più possibilità che bisogni. Qualcuno ha deciso anche per Donnarumma, forse Raiola, più probabilmente la famiglia, forse la ragazza, forse qualche amico.


Quello che voglio dire è che Donnarumma a vent’anni non poteva essere all’altezza di questa scelta, non poteva averne il senso. Questo lo sta facendo andare alla deriva. Non è più lui, lo stesso giubilo dello stadio della Juve vale come i fischi dei milanisti, vibrazioni di una corda consumata. Fino a ieri Gigio ha vissuto una favola, oggi scopre il male di vivere, la sua insistenza sottile, e non conosce il modo di reagire. E’ un passaggio stretto, che va detto e affrontato. Si può dire che sono affari suoi o tentare di aiutarlo. Dimenticandolo.