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Il problema dell’Inter non è aver perso con il Sassuolo che aveva già battuto Juventus e Milan. Il segnale arriva in fondo alle sei partite di montagna, quelle contro Lazio, Atalanta, Venezia, Milan, Napoli, Liverpool e Sassuolo. L’Inter ha battuto Lazio e Venezia, pareggiato con Napoli e Atalanta e perso contro Milan, Liverpool e Sassuolo. Non era un cammino normale e non sono stati raccolti risultati normali. Quasi fuori dalla Champions, bruciato il vantaggio in campionato. Per lo scudetto è riparabile, ma significa tornare nel gruppo, perdere punti da un Milan in difficoltà e lasciare spazi al ritorno del Napoli. Vengono fuori i problemi che l’impunità da scudetto aveva cancellato. L’Inter non ha riserve.


Sanchez e Lautaro sono una non coppia, Barella non è un regista, Inzaghi esagera a spostare gli spazi di due giocatori per sostituire un uomo solo. Si va in automatico, Gagliardini e via. E si lascia Barella alle sue abitudini. Di Marco è lontano da Bastoni, l’intera squadra fa fatica se è costretta a pensare in velocità. Il Sassuolo era un piccolo Liverpool. Ora però è venuto il suo turno di stare a guardare: fra due giornate ci sarà Napoli-Milan. E l’Inter giocherà con Genoa e Salernitana.